Assemblea M5s, Conte “non siamo manettari”/ Eletti: “su giustizia a rischio identità”

- Niccolò Magnani

Conte riunisce l’assemblea dei parlamentari M5s: “stiamo con Draghi ma su giustizia dobbiamo farci sentire”. Gli eletti: “rischio perdita nostra identità”

Conte e il M5s
Giuseppe Conte, leader in pectore M5s (LaPresse, 2021)

Giuseppe Conte è tornato ad incontrare ieri sera in assemblea tutti i parlamentari del M5s, per la prima volta da quando la “pace” è esplosa tra lui e Beppe Grillo e si sta avviando il percorso per il nuovo Statuto “contiano” (3-4 luglio le votazioni sulla piattaforma SkyVote): nella due giorni di “fuoco” per il Movimento 5Stellle, con prima il vertice Draghi-Conte e poi le battaglie parlamentari su Ddl Zan e Riforma Giustizia, l’ex Premier fa il punto con deputati e senatori provando a dare una linea comune dopo mesi di scontri e faide interne tra “contiani” e “grillini”.

«Ho detto al presidente Draghi che questa forza politica è stata un pilastro durante la pandemia, ha dato un contributo fondamentale per mettere in sicurezza i nostri cittadini – spiega Conte nel discorso iniziale pubblicato integralmente su Facebook (qui sotto il video, ndr) – Non può adesso venir meno e continuerà a fare la sua parte. Certo, però dobbiamo farci sentire tanto, bisogna essere protagonisti, abbiamo tutte le carte in regola per farlo». Conte non risparmia una frecciata agli avversari al di fuori del Movimento: «Abbiamo esponenti politici che mostrano fili di ambiguità per quanto riguarda il piano vaccinale, non possiamo permettercelo»

LE RICHIESTE DEI PARLAMENTARI M5S

Conte racconta anche della richiesta fatta al Premier Draghi di “blindare” il Reddito di Cittadinanza dopo gli attacchi avvenuti da Salvini e Renzi nei giorni scorsi, una sorta di “scambio” dove il M5s di Conte offre l’ok alla Riforma della Giustizia e in cambio mantiene la propria battaglia “di bandiera”. Restano però diversi punti oscuri, come hanno evidenziato gli emendamenti a pioggia arrivati ieri in Commissione Giustizia alla Camera sulla riforma Cartabia (quasi 1000): «Ho fatto un discorso di grande chiarezza al presidente Draghi, il Movimento 5 Stelle sul tema ha una storia complessa, alcune volte alcuni toni gridati hanno consentito ad altri di schiacciare la nostra immagine su un terreno manettaro, giustizialista e forcaiolo – spiega ancora Conte – Siamo nella condizione per non lasciarci più schiacciare sotto questa immagine, i nostri fari saranno la presunzione di innocenza, salvo condanna passata in giudicato, e l’obiettivo di garantire a qualsiasi persona imputata il principio della durata ragionevole del processo». Il M5s ha già lavorato al processo breve, portando avanti i progetti di riforma civile e penale, ma «Noi qui non difendiamo una bandiera ideologica, se avessimo dovuto scrivere noi una riforma l’avremmo scritta diversamente, ma ci sono varie soluzioni», conclude Conte intento a combattere con i gruppi parlamentari 5Stelle per non consentire che «svaniscano nel nulla centinaia di migliaia di processi», come l’allarme lanciato ieri dal procuratore Nicola Gratteri in Commissione. Di contro, dai deputati e senatori presenti ieri nell’assemblea congiunta in Parlamento, emergono alcune voci discordanti il discorso fatto da Conte: «cosa accadrà se il governo dovesse bocciare gli emendamenti grillini al testo che riscrive la prescrizione?» chiedo il deputato Zanichelli, mentre la collega Masi «se lo avesse scritto Di Battista lo statuto glielo avremmo mai permesso?». Infine, Vianello chiude duramente sul Dl Semplificazioni «Questo decreto non ha nulla di ambientale segnerà inevitabilmente la nostra identità qualora avallassimo il via libera con un voto favorevole».



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