Attacco di diarrea non giustifica l’alta velocità/ Patente ritirata per automobilista

- Davide Giancristofaro Alberti

Se subiste un attacco di diarrea mentre guidate, non potrete comunque superare i limiti di velocità: ecco cosa è accaduto ad uno sfortunato automobilista

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Autovelox (Foto: LaPresse)

Se qualcuno fosse al volante e subirebbe un attacco fulminante di diarrea, non potrà in ogni caso “correre” in auto. A stabilirlo è stato il tribunale federale svizzero, il TF, così come si legge su ticinonews.ch, sottolineando come l’urgenza di andare in bagno mentre si guida non giustifica un eccesso di velocità. Un automobilista aveva presentato ricorso dopo che gli era stata ritirata la patente da parte delle autorità elvetiche proprio perchè aveva superato la velocità consentita.

L’uomo aveva sostenuto di aver avuto dei problemi di stomaco, e di conseguenza aveva guidato velocemente per raggiungere il prima possibile un bagno pubblico. Nel dettaglio, era stato beccato mentre guidava in Germania a più di 120 chilometri all’ora quando il limite consentito era di 80, con un surplus quindi di ben 40 chilometri all’ora. Le autorità lo avevano bloccato e nel contempo gli avevano inflitto una multa da 169 euro, con annesso il divieto di guida per un mese e il ritiro della patente.

ATTACCO DI DIARREA? NON SI PUO’ CORRERE IN AUTO. LA DECISIONE DEL TRIBUNALE SVIZZERO

In Svizzera, poi, le autorità avevano inasprito la pena, ritirando al malcapitato la patente di guida a tempo indeterminato (azione svolta dalle autorità del Canton Berna), e di conseguenza lo stesso automobilista potrebbe tornare in possesso del suo documento non prima dei prossimi due anni e dopo essere stato sottoposto ad una perizia psicologica che dia ovviamente un risultato positivo.

Bisogna infatti sapere che quando un automobilista elvetico incappa in un divieto di guida all’estero, le autorità svizzere possono imporre in casi gravi anche il ritiro della patente, e così è stato con l’automobilista di cui sopra. Di solito si interviene quando viene superato il limite di velocità di almeno 35 chilometri all’ora, e visto che l’infrazione è stata precisamente di 43, a quel punto è scattata la pena aggiuntiva. Dopo la decisione, come detto sopra, l’uomo ha presentato ricorso contro le autorità elvetiche ma anche la suprema corte ha spiegato che l’urgenza di andare al bagno non giustifica l’alta velocità.



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