Aurelio Mancuso (Equality Italia)/ “Pd-M5s non avvelenino dibattito sul ddl Zan”

- Carmine Massimo Balsamo

Aurelio Mancuso, volto di spicco dell’associazione Equality Italia, sul ddl Zan: “Il nodo del contendere è quello dell’identità di genere”

aurelio mancuso
(Omnibus)

«Io credo che senatori e senatrici abbiano il dovere di approvare presto il ddl Zan, di assumersi la responsabilità di aprire o non aprire confronti all’interno del Senato»: netto Aurelio Mancuso a Omnibus. Il volto di Equality Italia s’è soffermato a lungo sulla legge contro l’omotransfobia in discussione al Senato: «La criticità per quanto ci riguarda è l’articolo 1, le fattispecie individuate non determinano una certezza rispetto all’orientamento che il giudice può avere delle categorie a cui questa legge si rivolge. La legge ha dei risvolti penali, è molto importante e giustamente prevede aggravanti per reati d’odio e di violenza nei confronti delle persone omosessuali e transessuali».

Aurelio Mancuso ha poi tenuto a precisare un dettaglio: «Il nodo del contendere sta nel dibattito non solo italiano, è un dibattito a livello internazionale, soprattutto sul termine identità di genere, che fino a qualche anno fa non provocava problemi. Questa volta non va bene perché questa la spiegazione di questa definizione, che copre la volontà personale di auto percezione di sé dal proprio genere, sta creando in tanti Paesi un conflitto chiaro nei confronti dei diritti delle donne».

AURELIO MANCUSO SUL DDL ZAN

Aurelio Mancuso ha aggiunto sempre sul tema: «Si può dire che non è vero e che la legge non ha questa intenzione, ma i fatti ci dicono che l’autopercezione, non prevista dalla legislazione attuale, avrebbe avuto bisogno di un dibattito molto più approfondito. Questo non lo diciamo solo noi ma eminenti giuristi. Sta nel dibattito culturale non della destra, ma nel dibattito del campo progressista». Aurelio Mancuso ha poi lanciato un segnale all’area di centrosinistra: «Pd e grilli hanno la responsabilità di non avvelenare il clima attorno a questa legge: il nocciolo della legge va preservato in modo unitario, se si possono fare delle modifiche lo decideranno senatori e senatrici. Io lo dico chiaramente: a me i 672 emendamenti della destra e gli 80 della Binetti non mi interessano e li rispedisco al mittente. Si discuta della sostanza della critica dei rilievi che facciamo».



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