Aviaria, Ricciardi: “Rischio salto della specie c’è”/ “Necessario abbattere i capi”

- Chiara Ferrara

Alcuni casi di aviaria sono stati registrati negli allevamenti in Italia e Walter Ricciardi lancia l’allarme: “Il rischio di salto della specie c’è”

walter ricciardi aviaria
(Piazzapulita)

È tornata l’influenza aviaria in Italia (a Roma un caso e circa una ventina nelle regioni del Nord-Est) e gli esperti lanciato l’allarme: Walter Ricciardi ha rivelato che il rischio del salto della specie c’è. Il direttore del Dipartimento Scienze della Salute al Gemelli ne ha parlato del corso della trasmissione Agorà, andata in onda su Rai 3 ieri, giovedì 11 novembre.

“Speriamo non ci sia il cosiddetto spillover”, ha annunciato il consulente del ministro della Salute Roberto Speranza esprimendosi in merito alla nascita dei focolai di influenza aviaria nella Capitale e in altre zone del Paese. “Dobbiamo fare come stanno facendo i colleghi veterinari cioè isolare i focolai, abbattere tutti i capi, bloccare sul nascere perché il rischio c’è sempre”. Questa, dunque, la soluzione inevitabile per arginare la diffusione del virus tra gli animali e, dunque, scongiurare il rischio che esso possa arrivare ad infettare anche l’uomo.

Aviaria, Ricciardi: “Rischio salto della specie c’è”. L’epidemia nel 2009

Walter Ricciardi, nel sottolineare che il rischio del salto della specie per l’influenza aviaria c’è, ha ricordato come ci sia già stata una epidemia nel 2009. “Fortunatamente si è esaurita da sola e non c’è stato bisogno della vaccinazione”, ha sottolineato. L’aspetto importante adesso è dunque sicuramente quello di scongiurarne un’altra.

Il rapporto tra l’uomo e i virus, tuttavia, è complesso. È per questa ragione che tra gli obiettivi dei ricercatori c’è quello di analizzare i potenziali agenti patogeni che in futuro potranno mettere a rischio la sopravvivenza dell’essere umano, come accaduto d’altronde con il Covid-19. “La lotta che fanno i virus e i batteri all’uomo dura da 2000 anni, erano loro i padroni del mondo. Il vaccino è lo strumento principale”, ha concluso il direttore del Dipartimento Scienze della Salute al Gemelli e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della sua intervista ad Agorà.



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