AVVOCATURA STATO CHIEDE DANNI A PALAMARA/ Caiazza “Assurdo, paghino i magistrati!”

- Silvana Palazzo

Avvocatura dello Stato chiede risarcimento di un milione di euro a Luca Palamara e Alessandro Sallusti perché il libro “Il Sistema” ha arrecato un danno di immagine. Caiazza: “Assurdo”

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Palamara e Sallusti a Quarta Repubblica

L’avvocatura generale dello Stato avrebbe chiesto un risarcimento da un milione di euro per “danni d’immagine” alla magistratura ed al paese che avrebbe provocato il libro “Il Sistema” di Luca Palamara con il giornalista Alessandro Sallusti. Ad intervenire è stato anche il presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, Gian Domenico Caiazza, il quale ha mostrato tutta la sua incredulità rispetto alla notizia. In un suo intervento delle passate ore ad AdnKronos, Caiazza ha commentato: “E’ una cosa talmente assurda che dubito sia vera: ho un po’ di riserve, dovrei leggere l’atto, perché mi sembra una cosa fuori da ogni logica”. A suo dire, la sola idea che l’Avvocatura, quindi lo Stato, chieda a Palamara un risarcimento “non per ciò che ha fatto insieme a tutta la magistratura associata per dieci anni, ma per ciò che ha raccontato di aver fatto è una cosa incredibile”.

Caiazza non ha nascosto la sua incredulità rispetto al racconto del direttore Sallusti in merito a quanto contenuto nel suo editoriale e ad una presunta richiesta di maxi risarcimento da parte dell’Avvocatura dello Stato. Il presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, tuttavia, sostiene che “l’Avvocatura dovrebbe lamentarsi di come ha funzionato la magistratura in questi ultimi 30 anni”. Ed in merito al danno d’immagine che avrebbe contestato al libro, Caiazza ha aggiunto: “lo avrà portato la magistratura nell’aver agito in quel modo, non certo Palamara nel raccontarlo”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

AVVOCATURA STATO CHIEDE DANNI A PALAMARA E SALLUSTI

Un milione di euro di risarcimento per danni di immagine: questo quanto avrebbe chiesto l’Avvocatura generale dello Stato per il libro “Il Sistema” scritto da Luca Palamara con il giornalista Alessandro Sallusti. La notizia è stata data dallo stesso direttore di Libero in un suo editoriale. Pur riconoscendo l’autonomia dell’Avvocatura, il giornalista si chiede «se il presidente Mario Draghi sia stato consultato e abbia dato il suo assenso a una simile iniziativa senza precedenti in Italia». Nessuno finora aveva messo sotto accusa un libro per danni di immagine procurati alla magistratura e all’Italia. Per Sallusti in questo modo si mette «in discussione in un colpo solo la libertà di espressione, quella di informazione e quella di stampa».

A tal proposito, ricorda che nel libro vi è una ricostruzione di quanto accaduto nella magistratura dal 2008 ad oggi e degli incroci che ci sono stati con la politica e il mondo dell’informazione, «interferendo sul libero corso della democrazia». Gli risulta anche strano che l’iniziativa sia stata presa a sette mesi dall’uscita del libro, peraltro uno dei più venduti. L’aspetto assurdo è che non si chiedono i danni ai magistrati, «alla luce del discredito che hanno causato all’Italia», ma agli autori del libro.

CAMERE PENALI “NON PUÒ ESSERE VERO…”

Questa vicenda è per Alessandro Sallusti la conferma che «il libro Il Sistema abbia colto nel segno e quanto il sistema sia ben più ampio e ancora oggi radicato di quanto svelato da Palamara». Il direttore di Libero ha poi attaccato duramente l’Avvocatura generale dello Stato, definendo l’iniziativa «un tentativo di estorsione dello Stato nei miei confronti e di Palamara: colpirne due per educarne cento e scongiurare altre confessioni imbarazzanti». Il giornalista, però, nel suo editoriale chiarisce di non avere paura. Le Camere Penali hanno commentato la vicenda tramite Gian Domenico Caiazza, secondo cui si tratta di una vicenda «talmente assurda che dubito sia vera».

Infatti, spiega all’AdnKronos di voler leggere l’atto, «perché mi sembra una cosa fuori da ogni logica». Per Caiazza l’avvocatura «può lamentarsi solo se ha scritto delle falsità», ma il racconto dell’ex magistrato Luca Palamara, che è imputato a Perugia anche per fatti raccontati nel libro, «è quasi tutto fondato su Whatsapp che sono stati acquisiti in un processo penale». Dunque, l’Avvocatura dovrebbe preoccuparsi di come ha agito la magistratura, perché per Caiazza è questa responsabile del danno d’immagine.

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