Azzolina “studenti misureranno febbre a casa”/ “Così più responsabili, e con 37,5…”

- Emanuela Longo

Azzolina “studenti dovranno misurare febbre a casa”: l’annuncio del ministro in attesa del rientro a scuola a settembre

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Lucia Azzolina, Ministro dell'Istruzione (Foto LaPresse)

La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina è intervenuta oggi nell’ambito dell’intervista a TgTg su Tv2000 per parlare del futuro della scuola e nel dettaglio del rientro in aula a settembre dopo il blocco causato dall’emergenza Coronavirus. Secondo quanto dichiarato dalla ministra, gli studenti dovranno misurare la febbre ma a casa, prima quindi di recarsi a scuola. Ciò rappresenterebbe, a suo dire, un modo per “responsabilizzare” sia le famiglie ma soprattutto gli stessi studenti. Ovviamente, in caso di febbre superiore ai 37,5 gradi gli studenti non dovranno recarsi in classe. La priorità della Azzolina resta al momento quella di permettere il ritorno a scuola di tutti gli studenti in totale sicurezza. Ovviamente anche sul piano scolastico non sarà tutto come nei mesi passati ma muterà in particolar modo l’organizzazione delle classi: “Non vogliamo smembrare le classi, teniamo all’unità”, ha commentato la Azzolina. Tuttavia il discorso cambierà in caso di classi eccessivamente numerose, “ma non abbiamo nessuna intenzione di smembrare le classi”, ha ribadito.

AZZOLINA, NUOVE CLASSI E OBIETTIVO TUTTI A SCUOLA DA SETTEMBRE

Stando alle parole della ministra Azzolina, questa sarà anche l’occasione per rivedere la questione delle classi troppo numerose: non dovranno più esserci aule con più di 30 alunni. In merito la Azzolina ha voluto tranquillizzare spiegando: “Ci sarà spazio per tutti. Stiamo lavorando per adeguare al meglio gli spazi già esistenti. Stiamo guardando ad edifici dismessi e ad altri locali: la scuola si può fare anche fuori dagli edifici scolastici in cinema, teatri, musei. Gli arredi ci aiuteranno tanto: pensare a banchi singoli rispetto ai banchi enormi e vetusti, ci permetteranno di acquistare spazio”. La questione igienica all’interno delle classi resta chiaramente fondamentale. Rispetto alla didattica online la ministra ha precisato che non riguarderà i bambini ma solo gli studenti dai 14 ai 18 anni: “questi ragazzi avranno la possibilità anche di una didattica innovativa ma la didattica sarà per tutti in presenza”. Tuttavia ha voluto lanciare un messaggio per tranquillizzare i genitori, assicurando loro che l’obiettivo è proprio quello di riportare tutti a scuola da settembre: “stiamo lavorando notte e giorno per questo obiettivo”. E sempre a settembre saranno eseguiti i test sierologici sul personale scolastico che saranno su base volontaria. In merito, ha precisato la ministra, è “già partito il bando per due milioni”.

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