Bagni “neutri” al Politecnico Torino/ “Rischio violenze? Non ci sono evidenze…”

- Silvana Palazzo

Torino, bagni “neutri” al Politecnico: approvata la proposta degli studenti, via a studio di fattibilità. “Rischio violenze? Non ci sono evidenze…”, spiega referente per Parità di Genere

Politecnico di Torino
Politecnico di Torino (LaPresse, 2019)

Il Politecnico di Torino avrà i bagni “neutri”, senza distinzione tra uomo e donna. Comparso nei mesi scorsi in alcune scuole superiori della città, il bagno no gender è stato un tema dibattuto in diverse assemblee di istituto nel febbraio caldo delle scuole. Nel frattempo, è arrivato pure davanti agli organi ufficiali dell’ateneo, che potrebbe essere tra i primi in Italia ad intraprendere questa svolta. Su iniziativa degli studenti del collettivo Alter.Polis, l’ateneo del Politecnico si è impegnato a valutarne la fattibilità. D’altra parte, l’attuazione non sarebbe stata messa in discussione, visto che il Senato Accademico non ci sono state obiezioni.

«Un passo per un ateneo più inclusivo, riconoscendo le individualità non-binarie del nostro ateneo senza danneggiare nessuno e, anzi, potenzialmente migliorando quello che è un servizio veramente essenziale», il commento entusiasta degli studenti del collettivo Alter.Polis, secondo cui si registra con il via libera ai bagni neutri al Politecnico di Torino un «cambiamento di mentalità». Gli studenti ritengono che «le funzioni di un bagno non hanno nulla a che vedere con il genere di chi lo utilizza».

BAGNI NEUTRI, “VIOLENZE SESSUALI? NON CI SONO EVIDENZE…”

Stando a quanto riportato da Repubblica, il Senato Accademico giovedì ha accettato di eseguire una valutazione degli spazi presenti nell’ateneo e di quelli che dovranno essere costruito. Arianna Montorsi, referente del Rettore per la Parità di Genere e Diversità del Politecnico di Torino, ha spiegato che la distinzione dei servizi «avviene in base a una classificazione binaria che non ha più ragion d’essere». Viene fatto riferimento anche all’università di Pisa, dove i bagni neutri sono stati inaugurati il mese scorso. «Credo sia un’iniziativa valida dal punto di vista culturale ma anche logistico. Nel nostro ateneo ad esempio le studentesse di Ingegneria stanno aumentando quindi andrebbero aumentati i bagni dedicati». C’è però un dubbio normativo: la distinzione potrebbe restare solo per i dipendenti pubblici. Un aspetto ancora da chiarire.

Del resto, c’è tempo: lo studio di fattibilità potrebbe terminare in autunno, quindi a gennaio potrebbe esserci un nuovo passaggio formale, chiesto dagli studenti affinché la decisione passi dagli organi ufficiali. La richiesta è di aggiungere i bagni neutri al Politecnico di Torino a quelli esistenti, ma non è escluso che si intervenga anche su quelli già realizzati. Alcune delle obiezioni riguardano il rischio di aggressione sessuale, ma Montorsi avverte: «Se l’origine della distinzione, come sembra di capire, sia il rischio di aggressione sessuale in un posto dove si è esposti, non ci sono evidenze statistiche che ammettino le violenze. Ma non solo uomini-donne anche il servizio separato per disabilità è di nuovo un discorso poco inclusivo».





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