Bankitalia, Visco “Crollo Pil tra 9 e 13%”/ “Riforme? Serve rottura col passato”

- Silvana Palazzo

Bankitalia, Ignazio Visco e le previsioni sul Pil: “Crollo tra 9 e 13%”. Dal Recovery Fund all’evasione fiscale: “Riforme? Serve rottura col passato”. E un nuovo “contratto”

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Ignazio Visco (Lapresse)

«Insieme ce la faremo». A rilanciare il concetto ci pensa pure Ignazio Visco nelle Considerazioni Finali presentate questa mattina a Palazzo Koch, da dove ha rivolto un pensiero anche al personale sanitario e alle vittime della pandemia. L’ottimismo del governatore di Bankitalia non è retorico, anche perché non mancano i suggerimenti per la ripresa economica. «Serve un nuovo rapporto tra Governo, imprese dell’economia reale e della finanza, istituzioni, società civile». È importante, secondo Visco, per un «confronto ordinato» e un «dialogo costruttivo». Non può mancare un riferimento agli aiuti europei, che vanno gestiti con «pragmatismo, trasparenza e soprattutto in maniera efficiente». Il Recovery Found non potrà però essere del tutto “gratuito”, perché «il debito europeo è di tutti». Quindi, promuove l’ultima proposta Ue, sul fondo da 750 miliardi: «Un’opportunità importante». L’Italia, quindi, è chiamata ad uno sforzo straordinario per sfruttare queste risorse, «offerte meglio di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni».

BANKITALIA, VISCO E L’IMPATTO COVID SU ECONOMIA

La relazione di Ignazio Visco si sofferma sull’epidemia di Covid-19 e sull’impatto che ha avuto sull’economia. Le implicazioni saranno forti. «Nel primo trimestre il Pil in Italia ha registrato una flessione dell’ordine del 5%; gli indicatori disponibili ne segnalano una caduta ancora più marcata nel secondo». Secondo le stime citate da Bankitalia, che presenterà le sue previsioni il 5 giugno, l’ipotesi più negativa è di un crollo del Pil del 13 per cento, mentre per lo scenario base si prevede una discesa del 9 per cento. Una quota rilevante della domanda dipenderà dal turismo, che infatti incide per il 5 per cento del Pil e per il 6 per cento dell’occupazione. Ma il governatore della Banca d’Italia non ha dubbi sulla sostenibilità del debito pubblico, che «non è in discussione». Visco ha poi promosso l’azione del governo: «Si è mosso secondo le medesime priorità che hanno guidato gli interventi a livello internazionale, concentrandosi sulla capacità di risposta del settore sanitario e sugli aiuti ai lavoratori, alle famiglie, alle imprese».

BANKITALIA, VISCO SU EVASIONE E RIFORME PER RIPRESA

Il governatore della Banca d’Italia riconosce che ci siano state anche delle «frizioni» e «alcune lentezze» nell’afflusso di liquidità alle imprese, dovute anche alla «mole di domande eccezionale» e a «problemi di natura organizzativa e differenze nelle dotazioni informatiche». Ma è fiducioso sui miglioramenti che potranno esserci nelle prossime settimane, anche con alcuni emendamenti alla norma. Non manca un invito a rivedere la struttura della tassazione anche per combattere l’evasione fiscale. «Ciò che soprattutto ci differenzia dalle altre economia avanzate è l’incidenza dell’economia sommersa e dell’evasione che si traduce in una pressione fiscale effettiva troppo elevata per quanto rispettano pienamente le regole», ha dichiarato Ignazio Visco. Da dove ripartire? Dalle famiglie e dalle imprese con pochi debiti. E per riportare il Pil all’1,5 per cento serve qualcosa più di una riforma, cioè «una rottura rispetto all’esperienza storica più recente». Per il governatore di Bankitalia vanno «sciolti quei nodi strutturali che per troppo tempo non siamo stati capaci di allentare e che hanno assunto un peso crescente nel nuovo contesto tecnologico e di integrazione internazionale».



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