“BASTA ZONE GIALLE”/ Patrignani (Confcommercio): più vaccini, non passi indietro

- int. Augusto Patrignani

Cresce l’ottimismo sull’economia italiana. Occorre però evitare passi indietro come il ritorno alle zone gialle o a misure adottate prima della compagna vaccinale

cesare mirabelli
Lapresse

L’ottimismo portato dalle previsioni di crescita superiori alle aspettative, oltre che dalla vittoria degli Europei di calcio da parte della nazionale, rischia di non essere sfruttato appieno dall’economia italiana se torneranno a rivedersi zone gialle o restrizioni a movimenti e attività. “Salviamo l’estate. L’eventualità del passaggio in zona gialla di alcune regioni non la prendiamo neanche in considerazione. E diciamo chiaramente che anche solo il possibile effetto annuncio, il semplice dire ‘se continua così tra due settimane chiudiamo’ rischia di creare una pioggia di disdette.

È quello che vogliamo? È quello che serve? Le parole sono pietre. Noi italiani siamo stati prudenti, abbiamo chiuso lungamente, stiamo vaccinando bene e oggi abbiamo l’immagine di un Paese sicuro. Non roviniamocela da soli”, ha detto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. Parole che trovano la piena condivisione di Augusto Patrignani, Presidente della Confcommercio della provincia di Forlì-Cesena: «Bocca ha ragione. Se vogliamo far tornare a lavorare le nostre città, specialmente quelle d’arte, abbiamo bisogno che la gente possa tornare tranquillamente a viaggiare e a visitare i tesori culturali che abbiamo nel nostro Paese».

Il sottosegretario alla Salute Sileri ha per il momento escluso il ritorno alle zone gialle. Nel caso tornassero rappresenterebbero un pericolo per il settore del commercio?

Non solo per il settore del commercio, ma per il Paese in generale. Il virus non è stato purtroppo ancora del tutto sconfitto e per questo è molto importante portare avanti la campagna vaccinale, convincendo anche i più riottosi ancora indecisi se immunizzarsi o meno. Deve essere però chiaro che nel momento in cui si riesce a effettuare un numero importante di somministrazioni occorre lasciare liberi gli italiani di poter circolare, sapendo che non corrono il rischio di dover ricorrere alle cure ospedaliere in caso di contagio. Non avrebbe infatti alcun senso continuare a utilizzare il codice a colori per le regioni o altre misure che erano state adottate nei mesi precedenti l’inizio della campagna vaccinale massiva.

Le parole di Bocca ricordano anche l’importanza del turismo per altri settori. Quanto è importante la stagione estiva per il commercio e per un territorio come il vostro?

Da noi il turismo è partito a razzo e questo è un bellissimo segnale: la gente ha voglia di potersi dedicare anche un po’ al relax, al divertimento e il nostro territorio e le nostre imprese ne beneficiano. Il fatto che la stagione estiva vada bene per noi è importantissimo, però bisogna fare in modo che le persone possano tornare alla normalità, occorre ridar loro fiducia. Vacciniamo e torniamo alla normalità, diversamente l’ottimismo che si respira in queste settimane rischia un po’ alla volta di affievolirsi.

A proposito di ottimismo, la scorsa settimana si sono viste stime sulla crescita economica superiori alle aspettative. Questo clima positivo si respira anche nel vostro comparto?

Nel momento in cui cresce l’ottimismo, c’è più propensione a spendere, a investire e a guardare il mondo in maniera più positiva. Alcuni dei nostri settori devono però fare i conti con cambiamenti importanti, come la crescita irreversibile delle vendite online, o con difficoltà accentuate dalla crisi pandemica, come quella riguardante i flussi nei centri storici. Dal mio punto di vista su quest’ultimo aspetto le amministrazioni comunali hanno una grande responsabilità, perché negli anni i centri storici sono diventati meno accessibili, non si trovano spazi per parcheggiare oppure quelli che ci sono hanno costi proibitivi. Questi cambiamenti e queste criticità hanno indubbiamente penalizzato il commercio di vicinato sia nelle periferie che nei centri delle città.

È questo il comparto che sta facendo più fatica?

Sì, perché effettivamente l’ottimismo è tornato, ma il comparto viene da una situazione molto difficile, complicata anche da grandi difficoltà economiche. Il timore, quindi, è che la crescita del Pil superiore alle attese raggiunga più facilmente altri canali come la grande distribuzione o l’online.

Lei, da Presidente del Cesena calcio, è anche un profondo conoscitore di questo sport. La vittoria dell’Italia agli Europei avrà effetti benefici economici per il Paese come si è detto in queste ore?

Sicuramente la vittoria agli Europei rappresenta un’iniezione di grande fiducia nel nostro Paese, in tutti settori. Tonino Guerra, un grande poeta del nostro territorio, diceva che l’ottimismo è il sale della vita. E dunque questo ottimismo aiuterà tantissimo tutti i settori dell’economia, oltre che il calcio. È chiaro però che chi ha in mano le leve della politica deve agire in modo che che questo ottimismo non trovi ostacoli davanti a sé.

In questo senso cosa si potrebbe fare? Proprio ieri l’Ecofin ha dato l’ok formale al Pnrr italiano e presto arriveranno a Roma le prime risorse del Recovery fund, pari a circa 25 miliardi di euro.

Il via libera formale al Pnrr rappresenta ulteriore benzina per il motore dell’ottimismo. Come sappiamo, le risorse arriveranno a fronte di riforme che mi auguro siano fatte per lo sviluppo del Paese e non tanto per farle. In particolare, credo non sia più rinviabile una riforma della giustizia, essenziale anche per attirare investimenti esteri. Bisogna inoltre mettere mano alla burocrazia: se ne parla da anni, ma anziché diminuire aumenta. Io ritengo che la burocrazia sia come il colesterolo: quello buono fa anche bene all’organismo, mentre quello cattivo va ridotto. Dunque un po’ di burocrazia ci vuole, altrimenti ci sarebbe l’anarchia, ma deve essere sana, non deve creare intralci al Paese nelle decisioni importanti per l’economia e nel realizzare quelle opere infrastrutturali che non solo sono utilissime, ma generano lavoro e sviluppo.

Nelle ultime settimane sono emersi timori nel mondo imprenditoriale per i rincari delle materie prime. C’è preoccupazione anche nel settore del commercio?

È un fenomeno che preoccupa e che in parte è probabilmente legato anche al superbonus del 110% sulle ristrutturazioni, un’iniziativa importante ed efficace, ma che ha forse accentuato dei rincari fisiologici vista la grande richiesta di materiale per le costruzioni. Al momento, tuttavia, non si sono registrati grandi problemi.

(Lorenzo Torrisi)

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

© RIPRODUZIONE RISERVATA