Beppe Vessicchio/ “A Sanremo sono un rassicuratore. Ma Lorella Cuccarini…”

- Mirko Bompiani

Beppe Vessicchio ospite a Oggi è un altro giorno: “Mio padre pensava al mio futuro e non voleva che diventassi musicista. Ma poi…”.

Beppe Vessicchio
Beppe Vessicchio a Oggi è un altro giorno

Beppe Vessicchio a 360° nella lunga intervista rilasciata ai microfoni di Oggi è un altro giorno. Il direttore d’orchestra più amato d’Italia si è raccontato senza filtri ed ha ammesso di aver avuto alcune paure in passato, a partire da «quella di non riuscire le cose a cui tieni, al valore che pensi di avere, ma poi tutto si è calmato». «C’è stato un periodo in cui sembrava che tutto quello che sapessi dovesse essere messo in mostra, la vita è bella per tutto quello che c’è ancora da imparare», ha aggiunto Beppe Vessicchio, che si è poi soffermato sul suo ruolo di maestro al Festival di Sanremo, al fianco dei tanti artisti che ha accompagnato: «Sono un rassicuratore: quando un cantante arriva a Sanremo si gioca qualcosa di importante, c’è ansia e c’è paura, io racconto ciò che è successo ad altri cantanti».

BEPPE VESSICCHIO A OGGI É UN ALTRO GIORNO

Beppe Vessicchio ha poi parlato degli artisti più impauriti dal palco dell’Ariston: «A volte gli artisti mascherano sempre molto bene. Lorella Cuccarini è sempre stata pronta a qualunque cosa, ma ricordo le sue mani fredde nel retropalco. Con Biagio Antonacci abbiamo capito che farci gli scherzi era il modo migliore per abbassare la tensione». Una grande carriera da musicista, anche se all’inizio il padre voleva un futuro diverso per lui: «Mio padre pensava al mio futuro e non voleva che diventassi musicista. Dopo le scuole medie, voleva che facessi il Liceo e non il Conservatorio. Andai a studiare al Liceo e subito dopo Architettura, ma comunque continuai a studiare musica per conto mio. Ma è stato mio papà la chiave di tutto: io mi dividevo tra studio e musica. Un giorno mi fermò all’uscio di casa e mi chiese: “Se tu ti laurei, farai l’architetto?”. Dissi subito di no. Questo ci fece capire la necessità di dover riflettere su cosa fare del futuro».

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