Bertolaso/ “Dad? Misura va rivista, si facciano i tamponi agli alunni, no quarantena”

- Davide Giancristofaro Alberti

Le parole di Guido Bertolaso, ex numero uno della Protezione civile, attuale consulente della campagna vaccinale della Lombardia

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Guido Bertolaso, commissario Covid Regione Lombardia (LaPresse, 2021)

Guido Bertolaso, consulente della campagna vaccinale della regione Lombardia, è convinto che a breve si potrebbe togliere la mascherina in determinati luoghi: «Si potrebbe togliere in alcuni luoghi al chiuso, come i cinema e i teatri, in presenza di due requisiti – ha spiegato ai microfoni del Corriere della Sera – il primo è una copertura vaccinale a due dosi superiore all’80% degli over 12. Si è sempre parlato di immunità di gregge con l’80% di vaccinati: la Lombardia questo numero l’ha raggiunto e superato. Significa che siamo più protetti e quindi in alcune situazioni è giusto restituire una maggiore normalità. Il secondo è la garanzia di controllo del green pass (che oggi non c’è sempre, diciamolo)». Stando a Bertolaso, cinema e teatri possono essere portati all’80% della capienza, mentre sulle discoteche: «Penso che, nelle stesse condizioni, si possano equiparare le discoteche a palestre, cinema o teatri».

La scuola in Lombardia è iniziata dieci giorni fa, e sono già 3.700 gli alunni finiti in Dad: «Quarantena con Dad a tappeto per un solo caso positivo in classe è una misura che va rivista e corretta. I ragazzi devono andare a scuola. Si facciano tamponi anche agli alunni anziché metterli tutti in quarantena, sempre in regioni dove la situazione è migliore: purtroppo oggi l’Italia da questo punto di vista non è tutta uguale». Il giornalista incalza quindi Bertolaso sui ‘super numeri’ della Lombardia in quanto a campagna di vaccinazione, con l’82% degli over 12 immunizzati e l’88% con almeno una dose: «Come ci si è arrivati? Con un grandissimo gioco di squadra. Ai lombardi l’opportunità di vaccinarsi è sembrata la soluzione alle tragedie che hanno visto e vissuto più che in altre regioni d’Italia. E noi, dopo i problemi iniziali, abbiamo messo in piedi una macchina da guerra che oggi funziona benissimo. Qualsiasi macchina ha bisogno di alcune settimane di rodaggio per funzionare: sono stato il primo a sostenere che il sistema di prenotazione (Aria) non funzionava. Siamo passati a Poste e abbiamo aperto centri vaccinali massivi come Palazzo delle Scintille o l’hub di Brescia che erano “portaerei” dove si lavorava a pieno ritmo tutto il giorno. Questo ha fatto capire ai lombardi che facevamo sul serio: quando si sa che c’è un sistema che funziona lo si usa più volentieri».

BERTOLASO: “OBBLIGO VACCINALE NON SERVE, RESTO FINCHE’ CE NE E’ BISOGNO”

Bertolaso si dice comunque contrario all’obbligo vaccinale: «Bisogna agire sull’intelligenza della gente. Quest’ultimo provvedimento del governo sull’obbligo di green pass per tutti i lavoratori è stato essenziale: abbiamo raddoppiato del 150% le prenotazioni. In questo momento i lombardi vaccinabili e che non hanno ancora aderito alla campagna sono 1milione e 50mila: entro metà ottobre scenderemo sotto il mezzo milione». Si è fatto poi il punto sulla terza dose, la cui somministrazione è scattata questo lunedì: «Su una platea di 150mila immunocompromessi che oggi hanno diritto alla terza dose stiamo vedendo 700-800 prenotazioni al giorno. Lunedì ne abbiamo vaccinati 1.900, altrettanti martedì e idem ieri. Ma potremmo vaccinarne molti di più: qui c’è un problema di informazione. Non è facilissimo andare a spiegare a 150mila lombardi su 9 milioni che possono fare la terza dose. Per fine ottobre raggiungeremo l’80%: sarebbe già un buon risultato»

Entro Natale Bertolaso rassicura che verranno vaccinati over 80, immunocompromessi, ospiti Rsa e operatori sanitari: «Sul resto della popolazione vedremo cosa decideranno: se non ci sarà bisogno di farlo o se invece gli studi diranno che l’immunità cala completamente o si scoprissero altre varianti aggressive. In questo caso l’arma migliore continuerà ad essere il vaccino». Pochi dubbi sui vaccini agli under 12: «Ho una nipotina di 7 anni e mezzo: la vaccinerei subito», per poi concludere la sua intervista così: «Il mio posto al momento è vicino ai lombardi fino a quando ce ne sarà bisogno».

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