Bibbiano, altri 3 bimbi tornano a casa/ “Report falsi per strapparli alle famiglie”

- Niccolò Magnani

Bibbiano, scandalo affidi illeciti si allarga anche a Modena: “report falsi per strappare figli alle famiglie”. Altri tre bambini tornano a casa: in tutto sono 7 i tornati “alla normalità”

Maestra sgrida alunni
LaPresse

Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano “La Verità”, altri tre bambini coinvolti nell’atroce caso degli affidi illeciti di Bibbiano e Val d’Enza sarebbero tornati a casa dopo la decisione del Tribunale dei Minori di Bologna. Solo qualche giorno fa davamo la notizia dei primi 4 piccoli rientrati nella loro famiglia d’origine dopo le ignobili condizioni poste negli scorsi anni dal sistema “fraudolento”, secondo le indagini, dei servizi sociali: poi il caso di Parma, con il padre a cui avevano tolto 2 figli su 3 (lasciandoli quello grande disabile) per darli alla madre scappata a Bologna con la compagna donna, e ora di nuovo Bologna. Dopo il “caos” generato dalle indagini in Emilia Romagna le prime decisioni positive giungono dal Tribunale dei Minori che prova a ristabilire un ordine di verità: in questo ultimo caso, i minori erano stati infatti sottratti al papà e affidati al servizio sociale Val d’Enza, coinvolto ora nell’inchiesta. Nel provvedimento del Tribunale, riportano i colleghi de La Verità, «è infatti chiarito come il papà dei tre bambini ha manifestato una condotta adeguata negli incontri con i propri figli organizzati dal servizio sociale. Per questo i giudici hanno deciso di revocare l’affidamento alla comunità che era stato precedentemente disposto». Sono così in tutto 7 i bimbi ritornati alla “normalità”, almeno in forma giuridica: il vero problema per loro e per le famiglie viene ora, dopo anni di sballottamenti, bugie, menzogne e falsi report, per ristabilire un comune senso di famiglia.

BIBBIANO E NON SOLO: NUOVI POSSIBILI CASI A MODENA

Non solo Bibbiano però, si riapre il fronte in provincia di Modena dopo anni dalle vicende dell’inchiesta “Veleno” del giornalista Pablo Trincia: la Procura modenese ha aperto un fascicolo nelle scorse ore contro ignoti dopo l’inchiesta Angeli e Demoni. Come riporta il Resto del Carlino, «indagini volte a verificare se alcuni casi di minori sottratti alle famiglie modenesi abbiano seguito lo stesso, terrificante copione». Interessi economici, affidi potenzialmente illeciti, collegamenti tra sanitari, politici, servizi sociali e alcuni psicologi: lo scandalo affidi si allarga dopo il Reggiano alla provincia di Modena con potenziali sviluppi nei prossimi mesi. Oltre all’esposto depositato tempo fa in procura dal politico ed ex senatore Carlo Giovanardi al vaglio ora ci sarebbero altre denunce relative a «casi sospetti di bimbi adottati una ventina d’anni fa, proprio nell’ambito dell’inchiesta sui presunti pedofili della bassa». Al centro delle vicende anche di questo “passato” e del presente di Bibbiano vi è il sempre il centro studi “Hansel e Gretel” di Torino, guidato da Claudio Foti. Giusto ieri nei confronti del terapeuta il Ministero dell’Istruzione ha revocato ufficialmente il permesso di svolgere corsi di formazione per insegnanti. Al Gip Luca Ramponi, secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggio, Cinzia Magnarelli – una delle assistenti sociali indagate nell’inchiesta “Angeli e Demoni” – ha confessato nel ultime ore: «È vero, ho falsificato quelle relazioni ma l’ho fatto a causa delle pressioni che subivo dai miei superiori. Mi sono adagiata per del tempo ma poi non ce la facevo più: per questo lo scorso settembre ho chiesto il trasferimento». Scriveva report falsi per poter poi togliere i bimbi alle famiglie originarie e affidarle ai Servizi Sociali: relazione però verificate solo mesi dopo non essere veritiera già agli occhi dei carabinieri, che poi ha portato all’accusa di falso ideologico e la frode processuale per l’assistente sociale. Insomma, lo scandalo si allarga, il dibattito freme e l’ignobile vicenda di Bibbiano prende forma sempre più “mostruosa”: qui diversi contributi utili ad approfondire lo scandalo, da Alberto Contri al giornalista Massimo Bernardini.

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