Big Pharma vs prezzi bloccati farmaci anti-Covid/ Avidità o costi della ricerca?

- Mauro Mantegazza

Big Pharma e Coronavirus: prezzi troppo alti o necessità per ricerca? Dibattito negli Usa circa una proposta dei Democratici che chiede prezzi equi

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Immagine di repertorio (Lapresse)

I Democratici della Camera dei Rappresentanti Usa hanno annunciato un piano per garantire che farmaci e vaccini per Coronavirus siano accessibili a tutti, ma The Intercept segnala le “manovre” di Big Pharma contro queste ipotesi di controllo. Il 15 aprile hanno definito i principi di base per sviluppo e determinazione del prezzo delle terapie e dei vaccini contro il Coronavirus.

Le loro richieste erano semplici: le aziende farmaceutiche dovevano stabilire prezzi ragionevoli per farmaci e vaccini usati contro il Coronavirus e dovrebbero essere tenute a rendere pubblici i costi di ricerca e produzione di questi prodotti perché le aziende non dovrebbero trarre profitto da questi farmaci potenzialmente salvavita. “L’esclusività determina chi ha accesso, chi può fabbricare e come aumentare la produzione per soddisfare le esigenze – scrissero in un comunicato stampa -. Non possiamo lasciare queste decisioni a un’unica società privata motivata dal profitto“.

Pochi hanno parlato pubblicamente contro le protezioni progettate per garantire un accesso equo ai medicinali salvavita, ma The Intercept scrive di una lettera privata di una coalizione di gruppi conservatori che ha attaccato le proposte come “pericolose, dirompenti e inaccettabili“. In una lettera del 7 maggio, rappresentanti di 31 gruppi hanno invitato il Congresso a rifiutare le linee guida sui prezzi dei farmaci e difendere brevetti e diritto di trarre profitto dai farmaci come “grandi risorse dell’America“.

BIG PHARMA: PROFITTO AVIDO O RICERCA NECESSARIA?

The Intercept osserva che almeno 15 di questi gruppi hanno ricevuto finanziamenti proprio dalle grandi aziende farmaceutiche che formano la cosiddetta Big Pharma. L’industria farmaceutica degli Usa ha speso 295 milioni di dollari in attività di lobbying nel 2019: così Big Pharma difende l’attuale sistema come un modo efficace per incentivare gli investimenti necessari nell’innovazione farmaceutica.

Attualmente le case farmaceutiche possono ottenere brevetti, che in genere garantiscono loro 20 anni di diritti di proprietà. Inoltre possono ottenere l’esclusività per i loro farmaci, il che vieta la vendita di prodotti concorrenti. In ogni caso, secondo PhRMA, che rappresenta le società di ricerca biotecnologiche, i diritti di proprietà intellettuale sono la chiave per la creazione dei farmaci necessari. Di conseguenza, i sottoscrittori della lettera del 7 maggio ritengono che i paletti proposti dai Democratici finirebbero per danneggiare la ricerca di farmaci e vaccini contro Coronavirus.

Dall’altra parte si replica che è l’avidità di Big Pharma il vero pericolo: “Per sapere quali interessi rappresentano veramente questi gruppi, segui i soldi. La propaganda finanziata da Big Pharma cerca di proteggere il potere monopolistico per ottenere il prezzo più alto – ha scritto Doggett, uno degli autori della proposta dem -. Questa lettera incoraggia solo la continua inazione di un Congresso che è rimasto completamente impotente di fronte a Big Pharma”.



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