Bimbo di 2 anni torturato e ucciso: papà a processo/ Milano, “Avevo fumato hashish”

- Emanuela Longo

Bimbo di due anni torturato e ucciso in casa dal padre 25enne Alija Hrustic: rinviato a giudizio. L’uomo raccontò di aver fumato hashish

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Alija Hrustic, foto Facebook

Aveva torturato per una intera notte e poi ucciso il figlio Mehmed di appena 2 anni e mezzo e per questo il papà Alija Hrustic, un 25enne di origini croate, è stato rinviato a giudizio ed affronterà presto un processo. I fatti si erano svolti il 22 maggio dello scorso anno a Milano e quasi un anno dopo, esattamente il 27 aprile, prenderà il via davanti alla Corte d’Assise il processo a carico dell’uomo che dovrà rispondere delle accuse di omicidio volontario aggravato, tortura aggravata e maltrattamenti aggravati. Il suo avvocato difensore aveva chiesto di derubricare l’omicidio da volontario a preterintenzionale ma la richiesta, come spiega Corriere.it, è stata respinta dal giudice. Il papà è accusato di aver seviziato per una notte intera il bimbo con calci, pugni, bruciature di sigarette sul corpo e ustioni sui piedini. Il pm ha contestato anche l’aggravante dei futili motivi. A carico del croato anche le accuse di maltrattamenti anche nei confronti della moglie Silvija Zahirovic di 23 anni e degli altri figli piccoli per i quali è stata aperta la procedura di adottabilità. La donna si è costituita parte civile nel processo che si aprirà presto.

BIMBO DI 2 ANNI TORTURATO E UCCISO: PAPÀ RINVIATO A GIUDIZIO

La tragedia si consumò in un alloggio popolare alla periferia di Milano. Agli inquirenti Alija Hrustic aveva detto di aver fumato hashish e di aver poi colpito il bimbo – terzo dei suoi quattro figli – dopo una notte insonne. Dopo il fatto si era poi allontanato lasciando a casa la moglie incinta. Poco dopo era stato raggiunto dalla polizia nell’appartamento di un conoscente con le sue bambine. Agli agenti asserì: “Avevo fumato hashish, non riuscivo ad addormentarmi”. Il sospetto degli inquirenti era però legato all’uso di droghe ancora più pesanti. Secondo quanto si legge nell’avviso di chiusura delle indagini, preludio del rinvio a giudizio che poi è di fatto avvenuto, l’uomo avrebbe colpito il bambino con “calci e pugni” provocandogli “almeno tre bruciature con l’estremità di sigarette accese” e ustionato “con una fiamma viva” i piedini del piccolo. Il pm ha anche contestato l’aggravante di avere agito “con crudeltà verso il bambino, per motivi futili consistiti nel fatto che il piccolo, lasciato senza pannolino, si fosse sporcato”.

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