Bimbo precipitato a scuola Pirelli/ Maestra condannata a un anno per omicidio colposo

- Davide Giancristofaro Alberti

Una maestra è stata condannata ad un anno di reclusione con condizionale ritenuta responsabile della morte del bimbo precipitato presso la scuola Pirelli ad ottobre 2019

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Mensa scuola, foto Pixabay

Un anno di carcere con sospensione condizionale ad un’insegnante della scuola Pirelli di Milano dove, ad ottobre del 2019, morì un bambino dopo essere precipitato nella tromba delle scale. La 43enne docente, come riferisce OrizzontiScuola, ha risposto di omicidio colposo a seguito del decesso del piccolo alunno della prima elementare di soli cinque anni e mezzo. A stabilirlo è stato il gup Elisabetta Meyer che ha così accolto la richiesta del pubblico ministero Maria Letizia Mocciaro, che chiedeva appunto una condanna ad un anno. Nel contempo sempre nella giornata di oggi è stata rinviata a giudizio l’altra insegnante coinvolta e che aveva scelto il rito ordinario (non quello abbreviato come la condannata), mentre è stato accolto il patteggiamento a due anni di reclusione alla bidella co-imputata.

Un episodio terribile quanto accaduto il 18 ottobre di due anni fa, alle ore 9:30 del mattino: un bimbo, dopo aver chiesto alle maestre di poter uscire dalla classe per andare in bagno, è caduto nella tromba delle scale sporgendosi troppo dalla balaustra. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non è da escludere che il bimbo sia stato attratto “dal vociare” di alcuni bambini di un’altra classe che stavano andando in palestra, e sarebbe quindi salito su una sedia girevole con le rotelle, portata quindi fino alla balaustra; a quel punto avrebbe perso l’equilibrio per poi cadere nel vuoto da un’altezza di circa 13 metri, un volo che gli è stata purtroppo fatale.

BIMBO PRECIPITATO A SCUOLA: ATTESO PROCESSO PER BIDELLA E ALTRA MAESTRA

In merito alla collaboratrice scolastica la donna si era vista respinta da un altro gup un patteggiamento di un anno e 10 mesi, accusata di “non avere vigilato sulla sicurezza ed incolumità dell’alunno“. Durante le indagini sarebbe emerso che la stessa avrebbe utilizzato lo smartphone “per scopi personali durante il tempo in cui avrebbe dovuto effettuare la sorveglianza al piano“, e si sarebbe allontanata anche dalla sua postazione di vigilanza, lasciando incustodita la sedia girevole. Tornando alle due insegnanti imputate, entrambe sono accusate di avere “omesso la dovuta vigilanza sul bambino” avendogli consentito di “recarsi ai servizi igienici fuori dall’orario programmato”.



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