“Bitcoin ed euro digitale non sono concorrenti”/ L’esperto: “Cripto sono assicurazioni contro i rischi”

- Lorenzo Drigo

I Bitcoin e l'euro digitale, secondo un esperto di criptovalute, non sono sistemi concorrenti ma differenti e che possono assicurare una copertura dai rischi ai consumatori

Bitcoin, la criptovaluta Bitcoin, la criptovaluta (Pixabay)

Adam Back, noto esperto inglese di criptovalute, ideatore del sistema HashCash e fondatore di Blockstream, in un’intervista per il Sole 24 Ore, ha parlato di Bitcoin ed euro digitale, riconoscendo anche al primo tra i due il valore di assicurazione contro i rischi economici e finanziaria. Tra i due, sottolinea, “non vedo grande concorrenza”, mentre “il cripto asset di Satoshi Nakamoto ha soprattutto natura di oro digitale“, al di là della sua natura di “medium of exchange”.

Il Bitcoin, insomma, secondo l’esperto, “può essere considerato un sostituto nel mondo digitale” dell’oro, che a sua volta “può essere pensato come una tecnologia” dato che richiedere “specifiche tecniche per trovarlo, estrarlo e lavorarlo” che gli conferiscono anche il suo effettivo valore “quale asset finanziario“. Il mining delle criptovalute, insomma, rappresenta la controparte “dell’elemento di scarsità” naturale dell’oro, al quale si uniscono anche l’immutabilità e l’autenticità tipiche del minerale prezioso. Inoltre, a differenza dell’oro, il Bitcoin “può essere trasferito a lunghe distanze e immagazzinato con poca spesa“.

Adam Back: “Bitcoin sono un’ottima copertura dal rischio”

Tuttavia, secondo l’esperto il problema del Bitcoin allo stato attuale, è poco considerato dalle persone, le quali sono “poco abituate a gestire in prima persona asset in un’ottica di copertura dal rischio” e seppur la valuta digitale “presuppone un’approfondita conoscenza e consapevolezza dei suoi meccanismi e rischi” ha anche “una natura deflazionista” che lo rende un ottimo asset per assicurarsi una base imponibile coperta dai rischi finanziari.

Tornando alla differenza tra Bitcoin ed euro digitale, l’esperto di cripto sottolinea che il secondo potrebbe creare “approcci come quello realizzato in Cina”, dove “viene effettuato il controllo anche sulle micro-transazioni” al fine di “programmi come il social credit score“, mentre le cripto attualmente utilizzate “consentono la disintermediazione” dagli attori bancari classici. Infine, l’esperto di cripto e Bitcoin ritiene positivo il regolamento Mica che entrerà in vigore in Europa nei prossimi mesi, tuttavia purché “tuteli il singolo consumatore o risparmiatore” e non impedisca “l’evoluzione delle realtà delle cripto industrie”.







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