Bobbio è il Borgo dei Borghi/ Le Iene, Philippe Daverio: “ho paura della Sicilia”

- Dario D'Angelo

Bobbio ha vinto “Il Borgo dei Borghi” ma il deputato Anzaldi denuncia conflitto di interessi con Philippe Daverio “cittadino onorario”. Il critico a Le Iene: “intimidazione pura”

philippe daverio wikipedia
Philippe Daverio
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E’ polemica per la vittoria di Bobbio a Il borgo dei borghi 2019 per il voto finale di Philippe Daverio che ha ribaltato il televoto del pubblico da casa. Una vittoria che “stona” per via della cittadinanza onoraria assegnata dal comune emiliano proprio al critico d’arte che è finito nel mirino di Palazzolo, il comune siciliano arrivato alla fase finale del premio. Alle telecamere de Le Iene Daverio ha detto: “il siciliano è convinto di essere al centro del mondo e per loro tutto ciò che non è Sicilia, non è tollerabile” dice il critico d’arte, che precisa: “il diritto di opinione è sancito dalla nostra Costituzione, il televoto non è stato ribaltato” ma la Iena fa notare le differenze di voti. “Era esattamente ciò che dovevo fare” precisa il critico, che continua dicendo “porterò nei tribunali sia il Sindaco che l’onorevole Anzaldi perchè è una intimidazione sicula pura. Bisogna stare attenti”. Daverio poi prosegue dicendo: “non amo la Sicilia, cosa vuole che le dica, mi piace Bobbio è un mio diritto” arrivando a confessare: “mi hanno spaventato, io ho paura della Sicilia, il tono utilizzato in questa fase è un tono di minaccia”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

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Le Iene “Strano, Philippe Daverio è cittadino onorario”

Bobbio è il borgo più bello d’Italia? Questo è il verdetto de “Il Borgo dei Borghi, la trasmissione di Rai Tre che ha premiato il piccolo centro dell’Emilia Romagna. Ma dopo l’assegnazione del titolo è scoppiata un’accesa polemica, sui cui oggi indagherà anche Ismaele La Vardera per “Le Iene Show”, per il presunto conflitto di interessi di uno dei giudici della trasmissione, quel Philippe Daverio che di Bobbio è cittadino onorario. Il caso è sbarcato addirittura in Parlamento con Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva, che ha parlato di “un imbarazzante caso di conflitto di interessi”, aggiungendo che “se sono stati commessi errori e ci sono state connivenze, chi ha sbagliato deve pagare. Presento un’interrogazione in commissione di Vigilanza”. L’esponente del neonato partito di Matteo Renzi, in un lungo post su Facebook, ha attaccato:”Il borgo vincitore Bobbio ha prevalso grazie al voto decisivo della giuria, che ha ribaltato il televoto dei cittadini, e il presidente della giuria Daverio è un grande sostenitore pubblico di Bobbio, tanto da aver ricevuto lo scorso novembre la cittadinanza onoraria per “meriti nella valorizzazione” del borgo. E’ stato opportuno dare l’ultima parola su una competizione in onda nel servizio pubblico a chi, come Daverio, non ha fatto mistero di parteggiare per un preciso concorrente? Come è stata selezionata la giuria, e da chi? Daverio ha mai ricevuto denaro da istituzioni ed enti territoriali per la “valorizzazione” di Bobbio?”.

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BOBBIO VINCE “IL BORGO DEI BORGHI”, MA ANZALDI ATTACCA PHILIPPE DAVERIO

C’è da dire che Philippe Daverio, stando al quotidiano online de “La Sicilia”, ha annunciato l’intenzione di procedere con una querela nei confronti dello stesso Anzaldi. Il deputato di Italia Viva nel suo intervento su Facebook aveva inoltre scritto: “Daverio un anno fa proponeva addirittura di nominare Bobbio terza capitale d’Europa, insieme a Strasburgo e Bruxelles: la trasmissione di Rai3 aveva un vincitore annunciato? Nessuno mette in discussione la bellezza di tutti i borghi in gara, compreso l’incantevole Bobbio, ma quando c’è il marchio Rai pagato da tutti i cittadini servono massime garanzie”. Il deputato rimarcava:”Il voto popolare aveva premiato il borgo siciliano di Palazzolo Acreide, che con il 42% del televoto aveva staccato Bobbio fermo al 27%, ma quel voto è stato ribaltato grazie alla giuria, che ha assegnato il 66% a Bobbio e lo 0% a Palazzolo Acreide. E’ necessario che l’amministratore delegato Salini e il direttore di Rai3 Coletta chiariscano ai cittadini cosa è successo e se tutto sia stato fatto rispettando le regole e l’imparzialità del servizio pubblico, oppure se qualcuno abbia lucrato dietro la buona fede dei telespettatori”.

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