CORONAVIRUS ITALIA, BOLLETTINO SALUTE 16 GENNAIO/ 248 morti, 149512 casi, + 14 t.i.

- Niccolò Magnani

Il bollettino coronavirus di oggi 16 gennaio: dati Covid in Italia stilati dal Ministero della Salute. 248 morti, quasi 150mila nuovi contagi, tasso positivi al 16%, rialzo terapie intensive

Speranza e Brusaferro
Conferenza stampa Covid: Ministro Roberto Speranza con il n. 1 Iss Silvio Brusaferro (LaPresse, 2022)

Calano ancora i contagi in Italia nelle ultime 24, mentre aumentano i numeri di occupazione delle terapie intensive: questo dice il bollettino del Ministero della Salute sul coronavirus diffuso oggi 16 gennaio 2022.

Con 149.512 contagiati e 927.846 tamponi il tasso di positività sale al 16,1% (+1,3%): si segnalano purtroppo anche 248 morti (141.104 da inizio pandemia) e 79.207 guariti-dimessi. Tra sabato e domenica sono stati superati i 2,5 milioni di italiani attualmente positivi al Covid-19 (2.548.857 per l’esattezza): di questi, 2.58.447 sono al momento in isolamento domiciliare senza alcun sintomo particolare, 18.719 sono i ricoverati in area medica (+349) mentre le terapie intensive nazionali salgono a 1.691 (+14 rispetto a ieri). Le Regioni con il maggior numero di contagi Covid rispetto a ieri restano Lombardia con +26mila contagi, Campania +17mila, Emilia Romagna +16mila, Veneto +13mila, Lazio +12mila.

BOLLETTINO COVID DI IERI

I numeri del coronavirus sono ancora alti in Italia ma quantomeno la curva di contagio sta rallentando: ciò emerge dal bollettino quotidiano di ieri (in attesa dei nuovi dati in arrivo su questa pagina dopo le ore 17, ndr) ma anche dal monitoraggio Iss sull’evoluzione della pandemia nel nostro Paese.

«Vi sono evidenze di chiara decelerazione della curva epidemica, in linea con quanto osservato in altri Paesi. Nel Regno Unito si sta assistendo alla riduzione dei ricoveri», così spiega il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, nell’intervista odierna al “Corriere della Sera”. Ieri sono stati segnalati dal bollettino del Ministero della Salute 180.426 contagi, con 308 morti ma anche 120.609 guariti-dimessi: il tasso di positività è sceso al 14,8% nonostante il numero ancora alto di tamponi processati (1,2 milioni in 24 ore) e i ricoveri gravi hanno visto una nuova flessione. Se i ricoveri generali in area medica salgono a 18.370 (+351), calano le terapie intensive nazionali fino a 1.677 (-2). «La pressione sulle strutture sanitarie nelle ultime settimane è decisamente aumentata. Il rischio da scongiurare è di danneggiare i pazienti con patologie differenti dal Covid riducendo il numero di procedure mediche o chirurgiche. A questo rischio può contribuire anche un elevato numero di contagi tra gli operatori sanitari che è certamente non trascurabile. Non possiamo parlare però di ospedali vicino al collasso», spiega ancora Locatelli ricordando che «nelle passate ondate come quella dello scorso inverno abbiamo avuto, pur in assenza di varianti così contagiose, numeri doppi di ricoverati sia nelle aree mediche sia nelle rianimazioni».

CORONAVIRUS ITALIA: NUOVI COLORI REGIONI DA DOMANI

In attesa del nuovo bollettino del Ministero della Salute in arrivo oggi 16 gennaio, il presidente dell’Iss nonché membro del Comitato Tecnico Scientifico a “La Stampa” ha spiegato che i numeri di oggi sono spiegabili con l’esplosione della variante Omicron, presto dominante al 100% in Italia (l’ultimo dato la pone all’81% contro il 19 di Delta). Spiega il prof. Brusaferro: «Siamo ancora in pandemia, in una fase di crescita molto significativa dei contagi di cui non si prevede il picco e l’endemizzazione del virus è uno scenario possibile, ma non attuale». Il quadro meno grave del previsto, conclude Brusaferro, è dovuto all’incrocio della combinazione di 80% di espansione Omicron e 90% di popolazione vaccinata: «tutto ciò, nonostante la crescita dell’infezione molto significativa e l’impatto notevole sul servizio sanitario, rende il quadro meno grave di quanto sarebbe stato senza vaccini e misure in atto». Secondo quanto stabilito dall’ultimo monitoraggio Iss analizzato nella Cabina di regia di venerdì scorso, da domani l’Italia vedrà nuovi colori nelle Regioni: Valle D’Aosta diventa la prima zona arancione del 2022, mentre la Campania raggiunge la zona gialla come già erano Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano. Resta forte lo scontro tra Regioni e Ministero della Salute-Iss sulla comunicazione e le regole per stilare il bollettino quotidiano: è atteso un parere definitivo in settimana con un nuovo Consiglio dei Ministri, qui le ultime novità in merito.







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