Bollettino vaccini covid oggi 23 febbraio/ 3.6 milioni di dosi somministrate

- Davide Giancristofaro Alberti

Ecco il bollettino vaccini covid di oggi, martedì 23 febbraio 2021: tutti i dati aggiornati sulla campagna vaccinale in Italia

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(LaPresse)

E’ tempo di fare il consueto punto sulla campagna vaccinale in Italia con il bollettino vaccini covid di oggi, martedì 23 febbraio. Come al solito la nostra “Bibbia” risulta essere il sito ufficiale del governo, i cui dati sono stati aggiornati l’ultima volta alle ore 19:00 di ieri, lunedì 22 febbraio. Partiamo dalle dosi di vaccino che sono state fino ad oggi somministrate, leggasi 3.585.142, mentre le persone immunizzate, quelle cioè che hanno già ricevuto la prima e la seconda dose del siero sono salite a quota 1.334.719.

Le donne sono sempre più vaccinate degli uomini, 2.236.558 contro 1.348.584, mentre a livello regionale si segnala ancora una volta l’efficienza della Valle d’Aosta, la regione con la percentuale più alta di dosi somministrate ai propri cittadini, seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano e dalla Toscana. Chiudono il gruppo, invece, Sardegna, Liguria e Calabria. In merito al personale che lavora negli ospedali, vaccinate 2.221.059 persone, mentre quelle nelle strutture per anziani che hanno ricevuto il siero sono in totale 369.282. Infine si segnalano 645.152 unità di personale non sanitario e 283.240 over 80.

BOLLETTINO VACCINI COVID 23 FEBBRAIO: IL COMMENTO DEL PROF. BASSETTI

Intanto si continua a dibattere sulla necessità di rendere obbligatorio il vaccino al personale che lavora negli ospedali e a riguardo il professor Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, ha confessato, parlando con l’agenzia Agi: “Io sarei per la posizione che, chi non si vaccina per il Covid, debba essere reso inabile a svolgere le mansioni del lavoro da parte dei medici competenti, o addirittura, che venga messo nella condizione di essere allontanato dal lavoro da una legge nazionale. Questo finora non è stato fatto per volontà politica: ad ottobre, novembre si sarebbe dovuta fare una legge nazionale su questo. Non è stata fatta e questo ha messo le amministrazioni ospedaliere, e non solo, in grande difficoltà perché da un lato è stato detto di vaccinarsi, ma dall’altro non è stato messo sul piatto quelle che potevano essere le misure o le sanzioni per chi non si vaccinava”.

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