Bombardieri, nuovo segretario Uil/ “Ridurre l’orario di lavoro a parità di salario”

- Davide Giancristofaro Alberti

Bombardieri, eletto neo segretario della Uil, ha parlato ieri durante il consiglio federale nazionale, invocando una riforma degli orari di lavoro

mascherine e No Mask
Lapresse

Intervento meritevole d’attenzione quello del neo segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. In occasione del consiglio federale nazionale tenutosi nella giornata di ieri, ha proposto una riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti a parità di salario. “Noi pensiamo, se effettivamente vogliamo guardare al futuro – il suo intervento – che gli orari rigidi, l’uniformità e la stabilità dei modelli vada riaffrontata. Non possiamo chiedere cambiamenti e avere i piedi cementati nell’idea fordista dei modelli standard di orario di lavoro – ha continuato nella sua disamina – sono passati 100 anni dal primo contratto del 1919 dei Metallurgici che dopo dure lotte sindacali riconosceva le 8 ore e la prima settimana di ferie. Oggi troviamo 6/7 regimi di orario diversi nella stessa azienda, i part time, i turni”.

BOMBARDIERI, NEO SEGRETARIO DELLA UIL: “SIAMO GIA’ SCESI IN PIAZZA E LO FAREMO DI NUOVO…”

Secondo Bombardieri nessuno può impedire ai sindacati di “voler discutere la qualità del lavoro per pensare ad una diversa organizzazione della società. Partiremo da quanto prevede la nostra Costituzione dove all’Articolo 36 sancisce che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionale alla quantità e alla qualità del suo lavoro”. Il numero uno della Uil si dice disposto a tornare nelle piazze nel caso in cui il governo non dovesse ascoltare le richieste dei sindacati: “La nostra organizzazione, come quella di Cgil e Cisl, è fatta di donne e uomini, di giovani e anziani, che hanno riempito tantissime piazze lo scorso anno per chiedere un Paese diverso. E se non rispetterete quei lavoratori, quelle lavoratrici, quei giovani, quei pensionati, se non li ascolterete, siamo pronti a ritornare in quelle piazze”. Bombardieri si è detto inoltre favorevole all’utilizzo del Mes, il fondo salva stati, destinato alla Sanità pubblica: “A chi ha ancora dei dubbi chiediamo di ricordare i 35.000 morti, di entrare in pronto soccorso, di visitare gli ospedali del Sud”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA