LINEE GUIDA RIAPERTURA SCUOLE, LA BOZZA/ Critiche: oggi Azzolina incontra i sindacati

- Niccolò Magnani

La bozza delle linee guida per la riapertura delle scuole viene al momento bocciata dall’Anp, l’associazione dei presidi: “Non ci sono indicazioni operative”

Scuola media lapresse 2020
(LaPresse)

Finita nuovamente al centro delle critiche per via delle interpretazioni date alle linee guida relative alla riapertura delle scuole a settembre, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha replicato via Twitter alle parole di gran parte dei dirigenti degli istituti italiani e delle forze politiche di opposizione spiegando che le linee guida definitive, e non delle bozze, saranno portate solamente domani alla Conferenza Unificata in programma. “Leggo tante interpretazioni, molte sbagliate. Questo aiuta solo ad alimentare la confusione” si è difesa la titolare del dicastero di fronte alle accuse che le linee guida ci sui sopra siano ancora molto generiche e prive del dovuto spessore tecnico che la materia richiederebbe, stando a quando detto ad esempio dai vertici della Cisl Scuola. Intanto di fronte alla richiesta di un tavolo di coordinamento da una parte, e dall’altra la difesa della Azzolina che si sta commentando e facendo un polverone solo su delle bozze, questo pomeriggio è atteso un incontro proprio tra i vertici del Ministero da lei presieduto e alcune sigle sindacali per fare chiarezza sulla vicenda. (agg. di R. G. Flore)

I PRESIDI, “NESSUNA INDICAZIONE”

Numerose le reazioni alla bozza delle linee guida riguardanti la riapertura delle scuole il prossimo settembre. Bocciatura netta da parte dei presidi di Anp, Associazione Nazionale Presidi, a cui capo troviamo Antonello Giannelli, che ha diramato un breve comunicato in cui si legge: “Il Piano scuola non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita ad elencare le possibilità offerte dalla legge sull’autonomia, senza assegnare ulteriori risorse e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale”. Sulla questione si è espressa anche la vice presidente della Camera, Mara Carfagna, storica esponente di Forza Italia, che attraverso Twitter si è rivolta così alla ministra dell’istruzione Azzolina: “Lucia Azzolina continua a gettare nel caos la scuola, i bambini, i giovani, le famiglie. Tocca a lei dare certezze per la riapertura a settembre, non ai presidi. Si assuma le sue responsabilità”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BOZZE LINEE GUIDA RIAPERTURA SCUOLE: I DETTAGLI

In attesa delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre, trapela una bozza di cui la ministra Lucia Azzolina discuterà con le regioni e i sindacati. Come era previsto, e riportato dal Corriere della Sera, toccherà ai presidi con i consigli di istituto organizzare la nuova didattica e ricorrere in caso di necessità a quella a distanza, ma con nuove disposizioni in via di preparazione al ministero. Nel documento che il capo di gabinetto della ministra ha inviato alle parti sociali e alle regioni non si parla di mascherine, distanziamento, visiere o plexiglas, ma si fa un rinvio esplicito al rispetto obbligatorio delle disposizioni del Comitato tecnico scientifico, che entro giovedì fornirà degli aggiornamenti. Si punta ad un alleggerimento del distanziamento o addirittura all’uso della mascherina. Le regioni, ad esempio, avevano chiesto l’obbligo solo negli spazi comuni, non al banco. Ma si parla anche di turni, divisione delle classi in più gruppi, riaggregazione di gruppi di alunni di classi diverse e anche di anni diversi. Didattica mista, aggregazione di diverse discipline e ingressi a distanza, uso di locali fuori dalla scuola, anche in orari non scolastici, possibilità di usare anche i sabati per i turni.

Per quanto riguarda le mense, rimaranno anche con turnazioni. Per le scuole d’infanzia, invece, previste visiere con plexiglas per gli educatori, niente mascherine per i bambini. Gli ingressi nelle materne potranno essere scaglionati tra le 7.30 e le 9. I bambini non potranno portare giocattoli da casa, resteranno con lo stesso gruppo e dovranno mangiare nei locali predisposti. Il ministero punta poi sui patti educativi di comunità, cioè la messa a disposizione da parte degli enti locali di spazi per la scuola e di personale da parte delle associazioni di volontariato per attività integrative o alternative alla didattica. Potrebbero essere coinvolti per la sorveglianza e vigilanza degli alunni. Nelle linee guida manca infatti un riferimento esplicito all’eventuale aumento del numero di insegnanti per la didattica con le classi dimezzate, ma c’è un miliardo da destinare al personale, fa sapere il ministero.

RIAPERTURA SCUOLE: LINEE GUIDA IN ARRIVO

Il 24 giugno prossimo il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha convocato al Miur i sindacati rappresentativi del mondo scuola con il tema centrale da affrontare, inevitabile, le riaperture di settembre: dopo che l’Italia resta l’unico Paese europeo senza ancora un piano chiaro su cosa e come far ripartire in autunno l’educazione e la formazione su tutti i livelli, il Governo tenta di stringere i tempi. Entro mercoledì, al più tardi giovedì, dovrebbero essere pronte le nuove linee guida per il rientro a scuola in settembre: «Aspettiamo il testo dal ministero lo esamineremo e nella Conferenza straordinaria che si terrà probabilmente giovedì daremo il parere. La nostra intenzione è di trovare una intesa», spiega all’Ansa Cristina Grieco, coordinatrice della Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni.

Dopo le linee guida del Miur infatti saranno convocati, oltre ai sindacati, anche i tavoli regionali dove poter iniziare a lavorare attivamente per la riapertura delle classi dopo i 3 mesi di lockdown che hanno concluso il quadrimestre 2019-2020 per la pandemia Covid-19. Proprio nella prossima Conferenza si dovrebbe stabilire la data di rientro che con ogni probabilità rimarrà il 14 settembre: «E’ la data più gradita a tutti anche se ci sono voci contrarie. Chiederemo comunque di avere meno disagi possibili nelle scuole laddove ci saranno elezioni. Sarebbe importante trovare altre sedi per i seggi elettorali, anche per il futuro. La collaborazione è massima, la partita è molto importante».

REGIONI E PRESIDI CONTRO LINEE GUIDA MIUR

Resta il nodo importante da chiarire sulle elezioni regionali-amministrative che si terranno attorno al 20-21 settembre e che – se non arriveranno alternative di luoghi dove allestire i seggi – potrebbe presentare un problema imponente ad un mondo scuola che a quel tempo avrà riaperto solo da qualche giorno. «Le Regioni hanno avanzato alcune proposte relativamente alla ripresa a settembre credo il ministero dell’Istruzione sia in attesa di un ulteriore passaggio con il Comitato tecnico scientifico che deve avallare le linee», spiega ancora la Grieco, «è urgente far sapere quando e come si riparte a settembre». La Ministra Azzolina ha già indicato che intende riaprire le classi già da fine agosto per permettere i recuperi di tutti gli studenti che sono stati promossi con le diverse insufficienze a inizio giugno (va ricordato che per la pandemia Covid-19 la direttiva Miur impediva, salvo rare eccezioni, la bocciatura anche davanti a tutte insufficienze in pagella): le Regioni spingono perché dall’11 giugno, data dell’invio delle proposte alla Ministra M5s, attendono risposta in merito alle nuove linee guida ancora non pronte.

«Presto saranno disponibili le linee guida condivise Governo-Regioni per la ripresa delle attività scolastiche, ma occorre un piano di investimenti per il settore. La scuola deve ripartire prima possibile, ma in condizioni di massima sicurezza, per questo motivo abbiamo concordato con il Governo un ulteriore momento di confronto la prossima settimana per arrivare all’emanazione di linee guida condivise» ripeteva solo due giorni fa il Presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza Regioni, Stefano Bonaccini. Intanto sono i presidi ad esprimere ulteriore timore circa le probabili “regole” che il Ministero starebbe mettendo in atto per la riapertura delle scuole a settembre.

Per il distanziamento, Regioni e Governo, usando i parametri del CTS, hanno proposto di dare un parametro oggettivo per il distanziamento degli alunni che potesse essere di aiuto ai presidi e agli amministratori locali («da un generico metro lineare di distanza le Regioni propongono una superficie pari a 1,8 metri quadri», riporta l’Ansa). Per gli stessi presidi però il timore è che «il 40% delle aule scolastiche è praticamente impossibile mantenere un distanziamento di un metro tra i banchi: anche per questo è urgente venire a conoscenza delle linee guida per capire cosa fare per settembre, non si può procrastinare l’attesa», spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ponendo la domanda “centrale”, «non è materialmente possibile per metratura delle aule e numero degli studenti. Cosa facciamo allora in questi casi?».

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