Bonus edilizi, nuova ondata di comunicazioni sconto e cessioni/ “Aumenta deficit di altri 30 miliardi”

- Valentina Simonetti

Nuova ondata di crediti da bonus edilizi, altri 30 miliardi per il fisco che si aggiungono ai 176 precedenti. Aumenta il livello di deficit dei conti pubblici

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Bonus edilizi, arriva per il fisco una nuova ondata di comunicazioni di sconto e cessioni del credito, dichiarazioni presentate all’Agenzia delle Entrate per riscuotere i crediti pari a 30 miliardi, che si aggiungono a quelli già conosciuti e dichiarati da tempo che ammontavano a 176 miliardi. Sale quindi il deficit, il cui peso è stato dettagliato in occasione della presentazione del Def al Consiglio dei Ministri di questa mattina.

Un problema che il governo dovrà fronteggiare cercando di rimettere in ordine tutto l’andamento altalenante dei vari crediti di imposta dovuti proprio a questi bonus per le ristrutturazioni e riqualificazioni, e per i quali, come anticipato dal ministro Giorgetti, si intende mettere un punto. Come sottolinea il Sole 14 Ore, la ricaduta di queste agevolazioni sui conti pubblici è stata più volte oggetto di discussione e critica in parlamento, alle quali si aggiunge la certezza che l’Italia entrerà nella procedura di eccessivo deficit. Per questo sono attese le linee guida europee sulla ristrutturazione dei piani fiscali e uno scostamento ulteriore non può essere al momento previsto.

Crediti bonus edilizi pesano sui conti pubblici, nuova ondata dichiarazioni aumenta il deficit

I crediti dei bonus edilizi stanno mettendo in difficoltà il debito pubblico, già segnato dalle precedenti dichiarazioni di sconto e cessione alle quali si aggiunge una nuova recente ondata da 30 miliardi di euro. L’obiettivo del governo ora, sarà quello di puntare alla ristrutturazione del piano fiscale, da presentare entro il 20 settembre, che dovrà definire la politica economica dei prossimi 5 anni.

Il Ministro Giorgetti ha dichiarato che  l’intenzione sarà quella di rispettare gli obiettivi della NaDef, nel frattempo però bisognerà ridefinire le tabelle della finanza pubblica segnata dal post Superbonus. Escludendo l’ipotesi di una manovra correttiva subito dopo le elezioni europee, il rapporto debito Pil dovrebbe attestarsi tra i 139,5 e i 139,8%, mentre la crescita è stimata ad arrivare all’1% entro il 2024.







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