Boom divorzi a causa “no vax”/ Coppie in crisi e separazione dopo litigi su vaccini

- Luca Bucceri

Boom divorzi a causa “no vax”: col Covid le coppie vanno in crisi e fioccano le separazioni dopo litigi su vaccini

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Divorzio (Foto: da Pixabay)

L’amore, ai tempi della pandemia da coronavirus, deve superare degli ostacoli che nessuno mai aveva pensato di dover affrontare. Tra questi c’è anche quello di chi, dopo aver costruito una famiglia, si trova spesso a litigare a causa delle posizioni contrastanti sui vaccini. Nell’ultimo periodo abbiamo sentito parlare più volte di cause tra moglie e marito per la vaccinazione dei figli minorenni, posizioni che spesso sono state sanate dai giudici che hanno dato ragione alla fetta “vax” della coppia in disaccordo.

Ai tempi del Covid-19 sono aumentati quindi i contenziosi e, secondo le ultime stime, anche i divorzi. La causa? Proprio le posizioni “no vax” all’interno della famiglia. A sottolinearlo sono i dati raccolti dall’avvocato matrimonialista Carmen Posillipo, che nell’ultimo periodo si è ritrovata sommersa da pratiche di divorzio che vedevano come causa maggiore il problema della vaccinazione dei figli alla base della separazione di una coppia. Effetto collaterale o meno del Covid, il periodo vissuto in Italia e non solo è di certo pronto a fare giurisprudenza.

Boom divorzi a causa “no vax”

“Non solo la sola a essere finita in questo vorticoso giro di istanze – aggiunge l’avvocato Carmen Posillipo – anche molti altri colleghi si trovano nella mia stessa situazione. Un tempo si litigava per le vacanze, per la celebrazione dei sacramenti, per la scelta dello sport. In tempo di covid si litiga per il vaccino”. Tantissime le cause aperte, tante le richieste di divorzio per matrimoni che, prima della pandemia, scricchiolavano senza rompersi del tutto. Ma con l’arrivo della decisione più importante, tutto si infrange.

“A essere maggiormente contrari alla somministrazione del vaccino sono soprattutto gli uomini” ha sottolineato l’avvocato Posillipo che poi ha aggiunto: “La richiesta per l’assegno unico e quella per il consenso al vaccino quest’anno vanno a braccetto. Il virus ci sta dividendo con il contagio, con la malattia e, purtroppo, con la morte. Adesso anche per questi ragioni”.

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