BORIS JOHNSON DIVENTA “BEN”/ Gaffe Fatto Quotidiano: Sorgi lo prese per Boris Becker

- Dario D'Angelo

La stampa italiana ha una relazione complicata con Boris Johnson: oggi la gaffe de “Il Fatto Quotidiano”, ma Marcello Sorgi anni fa fece anche peggio…

brexit Boris Johnson
Boris Johnson (LaPresse)

Tra Boris Johnson e la stampa italiana c’è quello che si definirebbe un “rapporto complicato”. Non che l’eccentrico premier inglese abbia riservato chissà quali stoccate ai giornalisti nostrani. La sua chioma bionda, almeno per il momento, non è associabile per abitudini a quella che guida gli Stati Uniti, e qui il riferimento è a Donald Trump, lui sì, spesso rude nei confronti della stampa che gli muove delle critiche. Eppure in Italia, noteranno i maliziosi, sembra quasi si fatichi ad accettare la realtà, quella di BoJo nuovo inquilino di Downing Street. Ne è un esempio il titolo comparso oggi sulla prima pagina de “Il Fatto Quotidiano” che, rispetto alla richiesta di Johnson (avallata dalla regina) di sospendere il Parlamento per impedire una legge che fermasse il No Deal sulla Brexit, ha scritto:”Golpe bianco di Ben“. Scusate, ma non si chiamava Boris Johnson?

BORIS JOHNSON: DA “BEN” A BORIS BECKER

Il lapsus, per quanto ardito, è giustificabile dal fatto che Ben Johnson non è certo uno sconosciuto. Gli sportivi lo ricorderanno (ma non con piacere): si tratta del velocista canadese che alle Olimpiadi di Seul del 1988 vinse la finale dei 100 metri piani stabilendo il nuovo record mondiale con il tempo di 9″79, salvo tre giorni dopo vedersi revocare titolo e record per l’esito del test antidoping, da cui emerse la presenza di stanozololo (un derivato del testosterone) nel campione d’urina prelevato. Ma se pensate che questa gaffe sia l’unica avente protagonista Boris Johnson non siete a conoscenza della gaffe, ancora più clamorosa, di Marcello Sorgi. Correva l’anno 2007 e il giornalista de “La Stampa” dedicò non un titolo, ma un intero articolo a Boris…Becker, credendo che la chioma bionda in corsa per i Tories alla guida di Londra fosse non BoJo, ma l’ex campione di Wimbledon. Roba da rivolgere un appello “urbi et orbi”: fatevene una ragione, c’è da fare i conti con lui, con Boris Johnson…



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