BORSE & MERCATI/ I ribassi (e i rialzi) da analizzare nel corso della settimana

- Stefano Masa

Qualora l’attuale ottava dovesse vivere nuove sedute contraddistinte dal segno negativo, sarà importante osservare l’entità del ribasso finale

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Nuovamente confermata la correlazione negativa tra asset class azionarie e obbligazionarie. Nel corso della settimana conclusa abbiamo potuto assistere a un significativo saldo negativo settimanale per i principali listini azionari internazionali. Il benchmark di riferimento rappresentato dal MSCI World Usd (-1,175%) si è portato a ridosso del primo target rialzista mensile (2.394,99) mediante un minimo settimanale a quota 2.398,97 punti. Qualora durante l’attuale ottava si dovesse assistere a un ulteriore indebolimento dei corsi con ritorno inferiore al sopracitato obiettivo, l’intero quadro grafico di brevissimo periodo, potrebbe mutare con conseguente direzionalità verso area 2.300 (I target ribassista mensile). Anche gli asset azionari riconducibili agli emerging markets hanno chiuso negativamente la loro settimana (-1,995%): il raggiungimento di area 1.031,08 (I obiettivo ribassista mensile) potrebbe essere il primo step per successivamente proseguire in direzione di quota 1.000 punti.

Il fronte obbligazionario ha visto entrambe le sue principali componenti (developed & emerging markets) capitolare in territorio positivo: il JPM GBI, dopo aver testato il proprio obiettivo mensile ribassista con i propri corsi a quota 564,33 rispetto a 564,40 (rif. I Target), si è riportato oltre area 567 punti (massimo weekly a 567,36): un eventuale superamento di soglia 567,41 punti agevolerebbe un upside dei prezzi oltre 570. Prima di poter rivedere il primo target rialzista (576,88) dovremmo attendere – con buon probabilità – il nuovo conteggio mensile. Da temere un cedimento del supporto dinamico a 565,21 con primo obiettivo la violazione di area 560 punti.

Se la componente core obbligazionaria deve ancora assestare i propri livelli di prezzo, l’indice JPM EMBI+TR Usd ha registrato un suo nuovo record andando prima oltrepassare il I target mensile rialzista (918,33 punti) per poi collocarsi poco sotto il secondo obiettivo rialzista mensile (high weekly a 923,75 vs 925,39). Da riportare il gap up settimanale fatto registrare nel corso della trascorsa settimana (918,153/ 919,69): una sua chiusura è auspicata nel breve termine e le prime prese di profitto potrebbero farne coincidere il suo completamento. Al momento appare ben sostenuto dai compratori anche se sul fronte algoritmico si presentano nuovi segnali di vendita non solo sul versante leading, bensì lagging.

Piazza Affari – da noi rappresentata dall’indice Ftse Mib – ha prima superato quota 25.000 punti per successivamente proseguire verso area 25.500; come indicato nel precedente intervento, l’aver oltrepassato la soglia psicologica dei 25.000 punti, ha innescato una prima fase di vendite che ha visto riportare i prezzi a 24.670,24 punti ovvero poco sopra il nostro livello indicato (24.537,29 quale II target rialzista mensile). Riteniamo ancor valido quest’ultimo obiettivo come zona pivot per successivamente vedere la chiusura del precedente gap down individuato tra 24.338,09 e 24.270,46 punti. Scenario rialzista solo in caso di upside oltre 25.083 punti con obiettivo a 24.414,13 punti.

I temuti ritracciamenti in ottica di brevissimo periodo sul mercato azionario statunitense (rif. S&P 500) hanno riportato l’indice Usa in prossimità del II target rialzista mensile: rimaniamo convinti sulla possibilità concreta di poter vedere testato il supporto a 3.313,75 che – se violato – riporterebbe gli scambi verso area 3.303,98 (Target 1 rialzista mensile). Nuovi massimi di mercato (over weekly) qualora i prezzi si riportassero oltre quota 3.375,01 punti.

Il mercato obbligazionario domestico (rif. Btp future) ha raggiunto (minimo weekly a 147,47 punti) il preannunciato obiettivo a 147,76. Nel corso della successiva giornata i corsi hanno registrato un massimo a 148,42 per consolidare nei pressi di quest’ultima sul finire di settimana (close a 148,25). L’attuale configurazione grafica appare circoscritta in un trading range ancora in fase di costituzione: per tale motivo, è sconsigliabile la costruzione di una strategia operativa poiché potenzialmente oggetto di un possibile incremento di volatilità nell’arco della prossime giornate. In alternativa al nostro decennale è preferibile il monitoraggio del Bund future in chiave rialzista con target a 175,62 punti. Interessante il possibile movimento ribassista sul T-Note statunitense qualora non si registrasse una chiusura oltre area 131,9067 punti: potremmo assistere a un veloce downside con obiettivo inferiore a quota 131,09.

Sul mercato delle materie prime, nella fattispecie i due sottostanti (rif. petrolio e argento) da noi individuati nel corso del precedente osservatorio, hanno abbondantemente superato i previsti target di rivalutazione (+2,23% per entrambi). Al momento poniamo l’attenzione sui corsi del nickel che, in caso di nuovi minimi annuali, potrebbero continuare il ribasso in atto fino al primo target ribassista mensile (12.035). Anche l’attuale impostazione del natural gas appare compromessa: in mancanza di un pull back nel corso delle prossime sedute è probabile assistere all’aggiornamento di nuovi minimi annuali.

L’atteso rimbalzo sul principale cross valutario (Eur/Usd) è arrivato solo sul finire di ottava: rimane pertanto confermato il target in chiave long (1,0912) con potenziale prosecuzione dei corsi fino al raggiungimento di area 1,098 (I obiettivo ribassista mensile). Anche sul rapporto Gbp/Usd è ancora valido il precedente posizionamento (1,3032) con primo target di brevissimo periodo in coincidenza di quota 1,3138. Su entrambi i cross viene stimato un significativo incremento di volatilità.

Sui mercati azionari internazionali, nel corso delle precedenti sessioni di contrattazioni, abbiamo potuto assistere all’incremento di velocità degli scambi durante le fasi ribassiste nell’arco della singola giornata. Qualora l’attuale ottava dovesse vivere nuove sedute contraddistinte dal segno negativo, sarà importante osservare l’entità del ribasso finale e analizzare la dinamica intraday delle avvenute compravendita. L’eventuale intensificarsi della forza dei venditori potrebbe essere anticipatore di un movimento ribassista di più ampio raggio.

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