Brusaferro “Seconda ondata in autunno è certa”/ “Riapertura regioni una sfida”

- Davide Giancristofaro Alberti

Brusaferro, numero uno dell’Iss, ha parlato della seconda ondata in arrivo in autunno e della riapertura delle regioni dal 3 giugno

Silvio Brusaferro
Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss (LaPresse)

E’ praticamente certa una seconda ondata di coronavirus in autunno. Parole del numero uno dell’Iss, l’Istituto superiore della sanità, Silvio Brusaferro. Intervenuto stamane in audizione alla Camera in commissione Bilancio, parlando del decreto Rilancio, ha spiegato: “Le riaperture? Saranno la sfida più importante. Il motivo? Per gli scenari che immaginiamo, in autunno, una patologia come il Sars-cov-2, si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio e la famosa ipotesi della seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico scientifico è un dato obiettivo”. Seconda ondata che dovrebbe giungere in autunno, quando ci sarà “una probabile possibilità di maggiore diffusione”. Brusaferro ha ricordato come il virus sia ancora presente, e “i comportamenti dei singoli sono le misure più efficaci per ridurne la circolazione. Questo è importante perché il numero di persone entrate a contatto con il virus è limitato, anche se varia da regione a regione”.

BRUSAFERRO: “L’APP IMMUNI NON SARA’ LA SOLUZIONE MAGICA”

Ecco perchè la riapertura delle regioni, previste da lunedì 3 giugno, sarà una sfida “ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai”. L’obiettivo fondamentale sarà quello di “controllare eventuali focolai” e poter “adottare misure che superino le dimensioni regionali”. Nella questione Brusaferro non ha mai menzionato il famoso “passaporto sanitario” auspicato da governatori di Sicilia e Sardegna, stoppato però ieri dal ministro Boccia in quanto giudicato “incostituzionale”. Fondamentale sarà continuare il “tracciamento” degli infetti: “Abbiamo superato la curva di picco dell’infezione e siamo nella discesa. Ma dobbiamo avere la capacità di identificare e diagnosticare i casi sospetti precocemente e tempestivamente, laddove ci sono di isolarli e di adottare i controlli”. Guai però a pensare che l’app Immuni sia la soluzione a tutti i mali: “Sarà utile nell’ottica di tracciare precocemente i contatti – dice Brusaferro – ma non è la soluzione magica”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA