CINEMA/ Le sorprese di questa stagione: venti film da riscoprire

- Antonio Autieri

Il viaggio al fianco di ANTONIO AUTIERI nei film che ci ha regalato questa stagione cinematografica che sfuma nei cineforum estivi si conclude con le sorprese e cioè con quei film piccoli, magari poco programmati e che sono stati poco sotto i riflettori, ma che hanno qualcosa da comunicare. E che vale la pena di vedere.

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Terminiamo la nostra rassegna di film della stagione con una veloce carrellata su altri venti film da recuperare. Molti di questi non li ha visti nessuno o quasi, ma fidatevi: meritano davvero. A cominciare da Noi due sconosciuti, ancora nei cinema: ne abbiamo già parlato di recente, e il tema è meno scontato di quanto la trama (una vedova fa amicizia con il migliore amico del marito morto) farebbe pensare. Commovente, senza voler commuovere a tutti i costi. Come altri due film indipendenti americani: Il mio sogno più grande di Davis Guggenheim (appena uscito, a metà luglio), storia vera di una famiglia alle prese con la perdita del figlio maggiore, e una sorella adolescente che per suo amore lo sostituisce nella squadra di calcio; Reign over Me, su un uomo che perde moglie e figli su un aereo dirottato l’11 settembre e rimuove ogni ricordo; in suo aiuto accorre un lontano compagno di studi.

Bellissimo è Gone baby Gone, esordio alla regia dell’attore Ben Affleck che adatta il romanzo omonimo dello scrittore di Mystic River, e non a caso certe atmosfere ricordano il film di Clint Eastwood.

Sempre dall’America, come i precedenti, sono arrivati 10 cose di noi di Brad Silberling, sull’amicizia imprevedibile tra un attore in disarmo e una commessa di supermercato, Charlie Bartlett di Jon Poll, su un adolescente con mille problemi che diventa un leader della scuola con metodi poco ortodossi, l’ottimo poliziesco I padroni della notte con gli ottimi Joaquin Phoenix, Mark Wahlberg e Robert Duvall, la commedia L’amore secondo Dan (dove il comico Steve Carell è un vedovo che ha una seconda occasione dalla vita). E ancora: il notevole La famiglia Savage (con gli ottimi Philip Seymour Hoffmann e Laura Linney) vede due fratelli confrontarsi con la malattia mentale del padre e con la sua morte, ma da lì ripartire nelle reciproche, disastrate esistenze; e sempre di malattia parla il toccante Lontano da lei, con la grande Julie Christie.

Il cinema americano quest’anno ci ha regalato però anche un difficile, e bellissimo, western crepuscolare: L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik, con un Brad Pitt sorprendente e un Casey Affleck eccezionale (come in Gone Baby Gone, film già citato del fratello Ben); e Hollywood ci ha fatto anche divertire, con intelligenza, con Molto incinta (una commedia a rischio di volgarità che poi diventa tenera su una coppia improbabile di fronte a un bambino in arrivo) e Be kind rewind, omaggio pazzo e irresistibile al cinema e alla sua forza.

Non solo America, però: dal vicino Canada arriva L’età barbarica di Denys Arcand, disperata ricerca di senso che riscatta il precedente, e ignobile, spot pro eutanasia de Le invasioni barbariche; dalla Germania l’ennesimo grande film, sulla loro tragica storia, con Il falsario (vincitore dell’Oscar straniero); dall’Argentina Maradona di Kusturica, documentario toccante su un genio del calcio che si è consumato. Infine, dall’Italia, quattro film diversissimi ma tutti da riscoprire: impegnativo, ma interessante, è Il vento fa il suo giro, storia di una difficile, e forse impossibile, accoglienza di uno straniero in un luogo “altro”; La giusta distanza di Carlo Mazzacurati, giallo che descrive una provincia gretta e violenta ma anche lo sguardo puro di un ragazzo “incontaminato”; Non pensarci di Gianni Zanasi, che un’analoga provincia la racconta con amara ironia e divertita angoscia, con un gruppo di attori bravissimi (su cui spicca Valerio Mastandrea). E per tirarsi su il morale, il divertente, irresistibile e in fondo anche emozionante Amore, bugie e calcetto: anche qui un gruppo di attori eccellenti, su tutti Claudio Bisio, per raccontare l’amicizia di un gruppo di amici dediti al calcetto, e una serie di coppie che vanno in crisi e – una volta tanto – riescono a superarle. Non tutto convince, ma si parla di problemi economici, tensioni, drammi (anche qui fa capolino un aborto, che non sarà portato a termine), con una partecipazione e anche un brio che non si vedeva da un po’. Ben presentato da un trailer molto bello, che trovate qui sotto, è un film da recuperare.

(Antonio Autieri, direttore di Box Office e di Sentieri del Cinema)

3. Fine

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