Burioni vs Galli/ “Vaccini inefficaci? Semina il panico senza base scientifica”

- Davide Giancristofaro Alberti

Querelle a distanza andata in scena nelle scorse ore fra Burioni e Galli circa l’efficacia dei vaccini: secondo il prof del Sacco servirebbero vaccini aggiornati ma…

Roberto Burioni
Il virologo Roberto Burioni (Foto LaPresse)

Ennesimo scontro fra virologi andato in scena nelle scorse ore, e questa volta a battibeccare sono stati Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano e Burioni, noto virologo e professore del San Raffaele. Come sottolineato da Libero, i due si sono scontrati sull’efficacia dei vaccini, e tutto è nato da un’affermazione rilasciata la scorsa settimana da Galli a Otto e Mezzo, attraverso cui lo stesso camice bianco specificava che con gli attuali vaccini in uso non si raggiungerà l’immunità di gregge in quanto non sono in grado di coprire le varie varianti emerse negli ultimi tempi: “E’ un vaccino basato su un virus vecchio”, ha detto in estrema sintesi Galli pochi giorni fa.

Affinchè quindi si raggiunga la copertura totale della popolazione sarà necessario avere a disposizione un nuovo vaccino aggiornato. Parole che hanno fatto il giro del web in breve e tempo e che, come detto sopra, non sono piaciute in particolare a Roberto Burioni, che ha accusato il collega di «seminare il panico» citando dati «senza alcuna base scientifica».

BURIONI VS GALLI: “PFIZER HA EFFICACIA AL 100%”

Il virologo, che non è solito rilasciare interviste se non durante la sua presenza classica la domenica sera a Che Tempo Che Fa su Rai Tre, ha quindi pubblicato una serie di tweet attraverso cui dimostrava l’efficacia dei vaccini attuali di Pfizer/BioNTech quindi AstraZeneca, Moderna e Johnson & Johnson, tutti in grado di essere efficaci nei confronti delle tanto temute varianti del ceppo originario del covid. «Pfizer ha un’efficacia del 100% nel prevenire la malattia grave da variante inglese o sudafricana (la più temuta) – cinguetta Burioni che poi aggiunge – e non dite voi scienziati fate confusione, ognuno dice quello che vuole, perché io ho citato il lavoro del New England Journal of Medicine (una delle più importanti riviste scientifiche del pianeta, ndr) che supporta le mie affermazioni. Non mettete sullo stesso piano chi dice che 2+2 fa 5 e chi gli fa notare che invece fa 4».



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