Galli “Con questi vaccini niente immunità di gregge”/ “Sieri creati su virus vecchio”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Massimo Galli convinto che con questo vaccino non si riesca a raggiungere l’immunità di gregge: “Servirebbe un altro vaccino più aggiornato”

Massimo Galli
Massimo Galli (Otto e Mezzo)

Secondo Massimo Galli sarà praticamente impossibile raggiungere l’immunità di gregge con gli attuali vaccini in circolazione. Lo ha detto senza troppi giri di parole lo stesso, ospite ieri sera in collegamento con il programma di La7, Otto e Mezzo: “Mi auguro che già con la crescita delle vaccinazioni si riesca a frenare l’ulteriore diffuso dell’infezione, ma attenzione, col vaccino attuale impostato sul virus di un anno fa, stiamo facendo l’operazione più importante che è quella di vaccinare contro la possibilità di finire in ospedale, in rianimazione e al cimitero, non stiamo ottenendo un’immunità di gregge per la quale ci vuole un altro tipo di approccio e credo anche un vaccino più aggiornato rispetto alle varianti presenti e ciel non voglia future”. Quindi Galli ha ribadito: “Immunità di gregge? Forse, ma se riuscissimo già a vaccinare con qualche cosa di aggiornato, problema nel problema, quel che abbiamo ora è un ottimo vaccino per un virus che girava un anno fa in Cina, ora il panorama è molto variegato”. Quindi viene citato un recente studio effettuato in Qatar: “Il lavoro comparso sul New England Journal of Medicine dice che Pfizer è efficace al 97% per evitare, qualsiasi sia la variante, cimitero, rianimazione, ospedale, nell’ordine inverso. Se però consideriamo la possibilità di infezione per variante sudafricana la percentuale di efficacia è molto inferiore. con questo vaccino facciamo immunità di gregge? La risposta è probabilmente no. E’ necessario che i vaccini attuali vadano aggiornati, è questa è un’altra forza delle case farmaceutiche, purtroppo il mondo reale non funziona come vorremmo”.

Si passa quindi ad esaminare la questione dei brevetti sui vaccini che dovrebbero essere revocati: “E’ un segnale alle case farmaceutiche perchè non ci marcino troppo sul profitto dai vaccini. Produrre un farmaco costa oltre un miliardo di dollari, e ci vuole che qualcuno abbia investito visto che gli stati non lo fanno. Dopo aver recuperato alla grande i profitti c’è da considerare il bisogno fondamentale e il diritto alla salute in una situazione emergenziale come questa, soprattutto nei paesi poveri, in situazione precaria da tutti i punti di vista. C’è un precedente, la terapia antivirale fu riconosciuta come un diritto inalienabile salvavita per le persone anche dei paesi poveri e da questo punto di visto ci fu una decisione d’altra natura per la gestione del problema”.

GALLI FRA IMMUNITA’ DI GREGGE E CURVA EPIDEMIOLOGICA: “VEDO ANCHE GENTE GIOVANE…”

Sulla situazione attuale epidemiologica: “Quel che conta è non avere le terapie intensive piene, conterebbe anche avere meno morti, sta solo lentamente succedendo, conta aver meno persone che entrano in ospedale, questo conta, solo che se le infezioni sono molte, anche se abbiamo protetto gran parte delle persone anziane vaccinandole, succede come sta succedendo di vedere qualche caso molto brutto in gente giovane perchè aumentando il denominatore degli infetti chiaramente troviamo anche infezioni gravi dove normalmente meno se ne vedono, questo non per essere pessimista a oltranza io ripeto di augurarmi con tutto il cuore che tra otto giorni, magari anche tra 15, le cose stiano andando veramente bene, me lo auguro davvero”. Parlando con l’Eco di Bergamo Galli ha posto infine il problema dei trasporti: “Sono quattro i momenti in cui la popolazione si muove e si mischia, con diversi livelli di contatto: quando si va al lavoro e a scuola; quando si sta al lavoro e a scuola; quando si torna e infine quando si esce la sera”.



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