Burqa vietato in Svizzera: passa referendum/ “Velo Islam è sottomissione della donna”

- Niccolò Magnani

Referendum in Svizzera mette al bando il burqa e l’hijab islamico: “simbolo della sottomissione della donna”, sconfessata la linea del Governo (che invitava al No)

Il Baden-Württemberg vieta burqa e niqab a scuola
Donna con burqa (Web, 2020)

Da oggi in Svizzera è vietato definitivamente l’utilizzo del burqa in pubblico, con ogni uso che verrà punito e sanzionato dalla legge: lo ha stabilito un referendum nazionale che si è tenuto in tutta la Confederazione Elvetica dopo che già negli scorsi anni alcuni referendum simili erano stati presentati nei singoli Cantoni. Risultato storico che arriva tra l’altro alla vigilia della festa delle donne, in programma come sempre domani 8 marzo in tutto il mondo: la proposta di legge, promossa dai partiti della destra nazionalista contro il parere del Governo è passata con il 51,2% dei consensi e in 20 dei 26 Cantoni complessivi (Canton Ticino al 60,5%, record adesioni).

Va ricordato che per la legge svizzera nelle consultazioni popolari è sempre necessario la doppia affermazione (generale e locale) per poter far risultare il referendum valido. Il Governo e il Parlamento di Berna avevano invitato a respingere la legge anti-burqa ma il voto odierno ha sconfessato la linea della politica centrale, raggiungendo invece legislazioni simili già presenti in Francia, Olanda e Austria.

PERCHÈ IL BURQA SARÀ VIETATO DA OGGI IN SVIZZERA

«Legge contro la dissimulazione del viso», si cita nello slogan del referendum svoltosi oggi in tutta la Svizzera, senza particolari riferimenti religiosi: eppure proprio in campagna elettorale è emerso come inevitabile tematica in sostegno alla messa al bando del burqa. «Simbolo della sottomissione della donna incompatibile con i valori costituzionali, la convivenza civile, la certezza del diritto e la parità dei sessi» attaccano i promotori della proposta di legge accordata dalla maggioranza degli svizzeri. Il volto in pubblico può rimanere nascosto per motivazioni di sicurezza, sanitarie o in occasione del Carnevale, ma viene esclusa la motivazione del burqa e dello hijab islamici: nel novembre 2009 un altro referendum di oppose ad alcune pratiche della cultura islamica, in quel caso fu il no alla costruzione di minareti in Svizzera (Sì passò con 57% dei voti) ma tanto allora quanto oggi si tratta di una legge più simbolica che altro visto il bassissimo uso del burqa nelle donne svizzere musulmane.

«Consiglio federale e Parlamento si era pronunciati contro ma la popolazione e la maggioranza dei cantoni la vedono diversamente», ha spiegato la Ministra Karin Keller-Sutter in conferenza stampa a Berna. La nuova norma ora costituzionale verte su tutti i tipi di dissimulazione sul corpo femminile, ma inevitabilmente le attenzioni si sono concentrate su burqa e il hiqab «non si è comunque trattato di un voto contro le musulmane e i musulmani».

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