JOSE’ MOURINHO/ Cucci: ecco i meriti dello Special One, reinterprete del catenaccio e grande stratega (esclusiva)

L’intervista esclusiva a ITALO CUCCI su José Mourinho: lo Special One ha eliminato il Manchester United di Sir Alex Ferguson andando a vincere a Old Trafford dopo il pareggio di Madrid.

07.03.2013 - int. Italo Cucci
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José Mourinho (Infophoto)

Alla fine lo Special One ha vinto un’altra battaglia. Dopo il pareggio al Bernabeu, il Real Madrid è andato a vincere al Old Trafford 2-1, qualificandosi per i quarti di finale della Champions League. Ha sconfitto, anche in un duello quasi personale, Sir Alex Ferguson, considerato uno dei migliori allenatori al mondo, di cui potrebbe prendere il posto sulla panchina dei Red Devils. E’ una domanda che tutti si pongono: quale sarà il futuro del tecnico portoghese al termine di questa stagione? Sia che vinca la decima Champions League per il Real Madrid, sia che non la vinca, potrebbe lasciare veramente le Merengues al termine dell’anno. Destinazione più probabile la Premier League, dove ha ammesso che un giorno tornerà. Ma intanto si tessono le lodi di questo tecnico così particolare che sa essere personaggio soprattutto al di fuori del campo. Per parlare di Josè Mourinho abbiamo sentito uno dei giornalisti più famosi e più preparati a livello calcistico, Italo Cucci. Eccolo in questa intervista esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net.

Quanti meriti di Mourinho ci sono nella vittoria del Real Madrid a Manchester? Mourinho è sempre presente, nei suoi successi e nelle sue sconfitte; quindi anche questa volta ha avuto i suoi meriti nella vittoria del Real Madrid a Manchester. Le sue scelte, le sue decisioni condizionano sempre le partite delle sue squadre.

Che giudizio dà del Mourinho allenatore? E’ un grande stratega, prepara molto bene le partite, si può dire che sia un catenacciaro puro, che però ha rimodulato questo sistema di gioco. A me personalmente ricorda allenatori che hanno fatto la storia del calcio come Herrera e Rocco.

Quindi, di fatto utilizza un catenaccio moderno? Lui è molto bravo a utilizzare questo modulo tattico, lo fa nel migliore dei modi, con grande intuito, grande bravura a valorizzare i suoi giocatori.

Nella classifica dei migliori allenatori del mondo dove mette Mourinho? Ha dimostrato contro il Manchester United le sue grandi capacità tecniche, andando a sconfiggere a casa sua uno dei più grandi allenatori del mondo, Alex Ferguson. Questa non è una cosa da poco…

Quanto pesa o è pesata per Mourinho la figura di Guardiola? Si parla sempre di Guardiola, ma lo si nomina ora che il Barcellona non va bene. Si dimentica però che Mourinho riuscì a sconfiggere il tecnico spagnolo quando l’Inter affrontò la squadra spagnola in Champions League, cercando di bloccare e fermare il gioco dei catalani. Un po’ la stessa cosa che ha fatto anche Allegri che usando le stesse armi ha battuto il Barcellona in questa edizione di Champions League.

Un suo giudizio su Mourinho personaggio? 

Lui ama essere sotto i riflettori. Spesso insulta i giornalisti, quelli soprattutto che gli pongono domande sbagliate. Diciamo che un tempo avrebbe fatto più fatica con noi giornalisti delle vecchie generazioni; avrebbe trovato pane per i suoi denti.

Dove andrà lo “Special One” alla fine di questa stagione? Di certo sarà lui a decidere e qualunque cosa accadrà al Real Madrid, Mourinho sceglierà personalmente il suo futuro, che dovrebbe essere l’Inghilterra.

Tornerà mai ad allenare in Italia? Mi piacerebbe che tornasse ad allenare l’Inter. Sarebbe una cosa molto piacevole. Non credo invece che diventerà mai tecnico della Juventus. Il club bianconero non lo sceglierebbe mai, Mourinho non entra nei canoni di stile che ben rappresentano questa società.

Come mai in un calcio portoghese offensivista c’è un allenatore difensivista come Mourinho? In realtà il calcio portoghese ha espresso solo un attaccante di grande rilievo nella sua storia, come Eusebio. Poi è sempre stato un calcio d’attacco ma molto evanescente, senza mai punte molto forti. Ora c’è n’è un’altra che è Cristiano Ronaldo; lui però si è formato calcisticamente in Inghilterra ed è diventato una stella di prima grandezza in Spagna.

 

(Franco Vittadini)

 

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