LUCAS LEIVA, INSULTO AD ADDETTO STAMPA MILAN SU SEDIA A ROTELLE/ “Seduto e zitto”

- Dario D'Angelo

Bufera su Lucas Leiva: il giocatore della Lazio avrebbe apostrofato un addetto stampa del Milan sulla sedia a rotelle. Ma il calciatore smentisce.

lucas leiva 2019 instagram
Lucas Leiva foto Instagram

Milan-Lazio si conferma la partita delle polemiche. Dopo il caso Acerbi, con il Giudice Sportivo che ha deciso di non sanzionare Kessié e Bakayoko demandando ogni eventuale decisione alla Procura Federale, ecco aprirsi un nuovo fronte avente come protagonista Lucas Leiva. Il centrocampista della Lazio, secondo quanto riferito dagli ispettori di campo, avrebbe apostrofato un addetto stampa rossonero in sedia a rotelle: “Stai seduto e zitto”. Secondo quanto emerso dal referto stilato a fine gara, il tesserato del Milan ha reagito alle parole del calciatore brasiliano con un “Testa di c…”. Per questo scambio, Lucas Leiva è stato multato di 10mila euro dal Giudice sportivo, con la motivazione di “avere proferito parole offensive nei confronti dell’addetto stampa della squadra avversaria”.

LUCAS LEIVA, INSULTO AD ADDETTO STAMPA MILAN SU SEDIA A ROTELLE

C’è però una versione totalmente diversa rispetto a quella fornita dagli ispettori di campo: è quella di Lucas Leiva. L’ex Liverpool ha infatti pubblicato un comunicato sui suoi profili Instagram e Twitter in cui smentisce di aver mai pronunciato quelle parole:”Mi preme chiarire in modo chiaro che le accuse rivolte recentemente alla mia persona su eventuali fatti nel post partita di Milano, sono totalmente false ed infondate. È mia premura evidenziare in modo perentorio tale fatto increscioso e totalmente falso nei miei confronti, in quanto in dieci anni di carriera non mi sono mai permesso di mancare di rispetto a nessuno. Ciò non fa assolutamente parte del mio comportamento professionale e altresì offende non solo terzi ma anche me a livello umano. Sicuramente in una partita di calcio, preso dalla tensione agonistica, posso aver detto molte cose, ma c’è sempre un limite che giammai mi son permesso di superare, in quanto la mia educazione fondata su rispetto e buon senso non mi farebbe mai tollerare tale condotta”.



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