REAL MADRID-BARCELLONA/ Parla Mourinho: mi gioco solo la felicità del giorno dopo

- La Redazione

Come sempre interessante la conferenza stampa di Josè Mourinho, anche perchè domani si gioca Real Madrid-Barcellona. Polemizza coi giornalisti e dice che in gioco c’è solo la felicità…

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Josè Mourinho (Infophoto)

Talmente “Clasico” da essere forse addirittura eccessivo: quello di domani al “Bernabeu” nell’andata dei quarti di finale di Coppa del Re sarà il nono Real Madrid-Barcellona nel giro di una stagione e mezza. Mercoledì prossimo ci sarà il decimo, e poi ci aspettano ancora il ritorno nella Liga e magari anche un altro scontro in Champions League. Insomma, una storia infinita, che monopolizza il calcio spagnolo, e forse pure quello europeo. Quindi oggi è l’ennesima vigilia di un Clasico, già la nona per Jose Mourinho. La prima notizia è che lo “Special One” stavolta ha parlato in conferenza stampa. Tante domande per lui, e naturalmente tante risposte del portoghese. Alcune brevissime, altre lunghissime, altre polemiche. Insomma, come sempre una conferenza stampa interessante. Si comincia subito con una schermaglia: un cronista chiede se Mou ha trovato la chiave per superare il Barcellona nel doppio confronto, il portoghese risponde con un laconico “No”. Per l’andata di questo quarto di finale Mourinho non ha a disposizione Arbeloa (squalificato) e Khedira (infortunato). Assenze che provocano alcune domande tecniche: chi sarà il partner di Xabi Alonso in mezzo al campo? Chi il terzino destro? Ecco che inizia lo show, che ricorda l’elenco dei por que dell’anno scorso; stavolta è un elenco di “se”: “Se metto Ramos a terzino destro mi criticate perché sta facendo il fenomeno in mezzo alla difesa. Se lo lascio lì mi criticate perché dovevo metterlo a destra. Se metto Coentrao a destra mi criticate perché è mancino. Se uso Diarra mi criticate perché dovevo metterlo in mezzo al campo. Se sposto Pepe a metà campo mi criticate perché dovevo lasciarlo dietro. Se lo lascio dietro mi criticate perché dovevo spostarlo più avanti. Se uso il ‘trivote’ mi date del difensivista, se non lo uso mi dite che dovevo coprirmi di più. Se uso Higuain mi criticate perché Benzema sta giocando alla grande. Se scelgo Benzema mi criticate perché Higuain si merita la maglia per quanto fatto a Maiorca. Allora dico una cosa: andate al cinema, poi guardate il risultato e quindi riparleremo della formazione”. Poi è il momento della polemica vera e propria. Mou ha vinto solo uno degli otto Clasicos disputati sinora, e gli chiedono quanto si gioca tra domani e mercoledì prossimo.

La domanda non gli piace, visto che quest’anno il Madrid ha ben cinque punti di vantaggio in campionato sul Barcellona e quindi non si sente certo in pericolo. “Tu cosa pensi?”, chiede Josè di rimando. Il giornalista gli dice che secondo lui si gioca parecchio. “E allora ti chiedo quanti titoli dovrò vincere perché non mi debba più giocare nulla. Trenta? Perché ogni volta mi gioco qualcosa. E invece io mi gioco solo la mia felicità. Se vinco il giorno dopo sono allegro, altrimenti sono triste. Non mi gioco nulla di più”. Mou ha poi di nuovo difeso accoratamente Cristiano Ronaldo, “Chi lo tocca se la vedrà con me, se lavora così in settimana non ha bisogno di segnare gol”, ha ammesso che la Coppa è il terzo obiettivo stagionale ma che comunque non la vuole mollare, e non ha voluto dare alcuna pista sui tanti dubbi della formazione. Per la prima volta non ha dato nemmeno la lista dei convocati: sarà diffusa solo domani dopo un ulteriore allenamento, fissato a mezzogiorno al Bernabeu. Altra novità, niente ritiro: stasera i giocatori del Real dormono a casa propria.

 

(Mauro Mantegazza)

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