CALCIOMERCATO/ Udinese, panchina di Guidolin ancora in bilico?

- La Redazione

La posizione di Francesco Giudolin sulla panchina dell’Udinese sembra più salda dopo l’avvio di campionato, ma circolano già le prime ipotesi di successione: i Pozzo pensano anche al dopo…

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Foto Infophoto

Totò Di Natale ha salvato la panchina di Francesco Guidolin. Sono in molti a pensarlo, dopo l’1-1 realizzato quasi allo scadere dal capitano dell’Udinese, al debutto nel girone di Europa League contro l’Anzhi. L’avvio stagionale dei friulani non è stato certamente positivo. Fuori ai preliminari di Champions (per mano dei portoghesi del Braga), un solo punto in campionato. “Col Milan è una partita tra due allenatori a rischio“, ha commentato lo stesso Guidolin, parlando del prossimo impegno. Segno che il tecnico veneto non si sente saldissimo in sella. Le tante indiscrezioni che stanno girando in queste ore lo stanno turbando. Di solito esonerare allenatori a stagione in corso non è una specialità di casa Udinese, ma non è da escludere che la famiglia Pozzo, se non dovesse arrivare l’attesa svolta, possa procedere con un cambio della guardia in panchina. Magari la svolta potrebbe già essere arrivata, proprio con il gol di Totò ai russi, ma è ancora presto per dirlo. Occorreranno verifiche, a partire dal prossimo match contro i rossoneri. Per ora girano i nomi di Edy Reja – presente al Friuli per la gara di Europa League- e Gigi Del Neri. Il suo rappresentante, l’avvocato Bozzo, è stato avvistato in zona sospetta pochi giorni fa, come segnalato dalla Gazzetta dello Sport. Insomma, gli indizi per un ribaltone non sono ancora forti ma sembrano esserci. “Questo è il mio primo sorriso, perché sembra una stagione stregata“, ha detto a fine gara mister Guidolin, che ha sottolineato come la squadra non meritasse assolutamente di perdere. Un pensiero condiviso anche da Pozzo e dai giocatori. “Questa è stata la nostra miglior partita“, ha sintetizzato Domizzi. Per adesso, quindi, si tratta di un pareggio che fa morale. E anche classifica (del girone), se vogliamo. L’Udinese è convalescente, ma per guarire del tutto ha bisogno di una vittoria. Sarebbe la prima di un’annata partita come peggio non si potrebbe, anche se qualcuno ricorda l’ormai famoso precedente delle cinque sconfitte consecutive iniziali: e Guidolin, in quell’occasione, non certo allontanato. Si tratterà semmai di insistere sulle linee guida proposte dall’allenatore di Castelfranco Veneto: un calcio corale, fatto di grande intensità, che però non comprime la libertà del singolo dalla trequarti in avanti. Di Natale e soci sono liberi di inventare e di proporre giocate.

La speranza dell’ambiente è che tornino a farlo con sempre maggiore efficacia. Il Milan è avvertito. Un aiuto potrebbe arrivare dai nuovi acquisti, solitamente grandi scoperte per il calcio italiano. Per i vari Willians, Maicosuel e Renegie sta arrivando il momento di mostrare appieno le proprie qualità, sulla scia di predecessori illustri come Benatia, Danilo e Basta, oggi colonne di una squadra che non vuole smettere di sorprendere. E di sorprendersi.



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