TENNIS/ Pennetta: Errani, impegno e volontà la ricetta del suo Roland Garros. Confermarsi? Sì, è possibile… (esclusiva)

- int. Flavia Pennetta

FLAVIA PENNETTA commenta il fantastico Roland Garros di Sara Errani, vincitrice nel doppio in coppia con Roberta Vinci e capace di raggiungere la finale nel torneo singolare, pur persa.

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Immagine d'archivio

Wimbledon è alle porte (si comincia il 25 giugno) e poi arriveranno le Olimpiadi, ma nella mente di tutti gli italiani sono ancora vive le imprese di Sara Errani in terra parigina. Giunta al Roland Garros da numero 24 del ranking WTA (e 21esima testa di serie), la 25enne romagnola (è nata a Bologna, ma cresciuta a Massa Lombarda in provincia di Ravenna) si è innanzitutto imposta nel torneo di doppio, in coppia con Roberta Vinci, specialità nella quale le nostre tenniste si sono sempre dimostrate molto competitive. Già questo trionfo, che ha seguito quello di Roma e la finale agli Australian Open, sarebbe bastato per definire ottimo il torneo di Sara; ma la nostra atleta è andata oltre le aspettative anche e soprattutto nel singolare, facendo fuori, dopo un inizio non semplicissimo, avversarie ben più quotate come Ivanovic, Kuznetsova e Kerber, guadagnandosi addirittura la finale grazie alla fantastica vittoria contro Samantha Stosur, numero 6 del ranking mondiale (prima di Parigi 2012, la Errani era 0-28 nelle partite contro top ten). L’ultimo atto è andato male: la Sharapova si è imposta 6-3, 6-2 e si è presa la Coppa. Sara, però, anche contro la russa ha mostrato di poter reggere il campo con autorità e di saper mettere in difficoltà, a tratti, la numero uno del mondo. Con questo risultato, la Errani inoltre è entrata ufficialmente nelle prime dieci del ranking per la prima volta in carriera. Per commentare il fantastico Roland Garros di Sara abbiamo allora contattato Flavia Pennetta, che nelle top ten ci era entrata il 17 agosto 2009, prima italiana nella storia a centrare il traguardo. Ecco le sue parole, nell’intervista esclusiva rilasciata a Ilsussidiario.net

Che risultato è, per il tennis italiano, il Roland Garros di Sara Errani?

Sara ha vinto il doppio e, come ha detto anche il nostro capitano Barazzutti, in questa specialità abbiamo dimostrato di essere le più forti. E arrivare in finale nel singolo è solo una conferma che il tennis italiano vive un momento molto positivo.

Dove Sara è stata maggiormente brava, in particolare nella difficile semifinale contro la Stosur?

Sara è stata brava a reagire, e soprattutto alla fine a dimostrare che le vittorie che aveva conquistato in precedenza non erano avvenute per caso. E’ stata brava a confermarsi.

Lei era a Parigi per la finale?

Purtroppo non sono rimasta a Parigi, ma ho fatto il tifo da casa a Barcellona. Eravamo tutte con lei.

Sara non aveva mai battuto top ten: ha fatto fuori Kerber e Stosur, fermandosi contro la Sharapova ma tenendo bene il campo: Come si affrontano giocatrici così forti?

Innanzitutto credendo in se stessi. Giocare contro queste atlete di livello, significa innanzitutto non lasciare nulla al caso. Bisogna rimanere in partita tutto il tempo, senza lasciare nessun tipo di margine all’avversario. Bisogna sorprendere e fare un gioco il meno prevedibile possibile.

 Qual è il vero segreto dell'”esplosione” di Sara?

Sara ha lavorato molto bene in questi ultimi anni e penso che sia stata ripagata dal suo impegno e dalla sua volontà.

Ora è top ten: può pensare di restare a lungo su questi livelli, e di ripetere questi risultati?

Le ultime vittorie sono state sicuramente importanti. Ora deve solo fare quello che già sta facendo. Rimanere serena e tranquilla ma non rilassarsi.

Ha twittato sempre con toni entusiastici dopo le vittorie parigine di Sara: com’è il rapporto tra voi, e in generale tra le tenniste italiane?

Il rapporto tra noi è molto bello: siamo una squadra quando giochiamo per un obiettivo comune, ma siamo anche affettivamente legate, per cui ci sosteniamo sempre.

Parliamo di lei, Flavia: a livello personale, si aspettava qualcosa di più dal suo Roland Garros?

Non credevo neppure di poter partecipare per l’infortunio al polso. Mi sono goduta ogni istante del Torneo per cui devo dire, col senno di poi, che non è andato male.

Quali sono ora i suoi obiettivi futuri?

Gli obiettivi per cui sto lavorando sono quelli di tornare al massimo della forma fisica ed ora giocarmi la carta Wimbledon nel migliore dei modi. Infine ci sono i Giochi di Londra e spero di arrivarci al top della forma, puntando alla conquista di una medaglia.

 

(Claudio Franceschini)

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