ATLETICA/ Morto il giudice infilzato da un giavellotto in Germania

- La Redazione

Non è riuscito a sopravvivere il giudice di 75 anni colpito ieri da un giavellotto in un metting giovanile di atletica leggera a Dusseldorf, in Germania: non ha passato la notte.

giavellotto
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Una grave tragedia ha colpito il mondo dell’atletica leggera e tutto lo sport tedesco. Non è infatti riuscito a superare la notte il giudice di gara colpito ieri da un giavellotto durante una gara in un meeting giovanile. Dieter S. (le sue generalità complete non sono state rese note), 75 anni, aveva una grande passione per la ‘regina’ degli sport e proprio per questo dedicava spesso le sue giornate a fare il giudice nelle gare giovanili nella sua zona, intorno a Dusseldorf. Invece ieri il buon Dieter si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato e quando si è mosso dalla sua postazione per andare a effettuare la misurazione del lancio, il giavellotto lo ha colpito alla carotide. La tragedia dunque si è verificata ieri in Germania, a Düsseldorf: si stava svolgendo il meeting il “Wilhelm Unger”, un appuntamento giovanile dell’atletica tedesca e Dieter S., pur essendo stato immediatamente soccorso, non ha superato la notte. La tragedia purtroppo ha avuto dei precedenti simili nel lancio del giavellotto, e naturalmente sono scattate subito le indagini per accertare la tragica verità. Secondo una prima ricostruzione dell’incidente, il giudice si sarebbe mosso per la misurazione prima che la lancia cadesse a terra e calcolando male la traiettoria. Una valutazione sbagliata che gli è costata la vita. L’uomo ha perso molto sangue e i soccorsi pure immediati, la rianimazione in loco al Waldstadion che era anche riuscita, il conseguente trasferimento all’ospedale universitario cittadino e il tentativo di salvarlo con un’operazione non sono bastati. C’erano ottocento persone circa a seguire la manifestazione sportiva (numeri importanti per un meeting giovanile): sette di queste sono dovuti ricorrere alla consulenza di uno psicologo dopo il brutto incidente. Tra loro – comprensibilmente – c’è pure il lanciatore, di soli 17 anni, sotto shock anche se incolpevole per una tragedia dettata soltanto dalla fatalità e da un piccolo errore di valutazione che ha avuto conseguenze terribili. Una vicenda che comunque può certamente turbare un ragazzo così giovane, che speriamo non ne risenta in futuro. Come si diceva, non è la prima volta che il giavellotto è causa di incidenti mortali o quanto meno assai gravi.

Il più celebre in tempi recenti si era infatti concluso senza lutti. Cinque anni fa, nel corso del Golden Gala di Roma, il francese del salto in lungo Salim Sdiri fu colpito al rene destro dall’attrezzo scagliato dal campione finlandese Tero Pitkameki. In quel caso non ci furono gravi conseguenze, tranne le due settimane trascorse in ospedale dall’atleta transalpino. La sicurezza delle gare dei lanci torna purtroppo ad essere un argomento di scottante attualità nel mondo dell’atletica leggera.



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