AS ROMA/ Liguori: reazione poderosa, ma non parliamo di scudetto. Ecco perchè Zeman ci piace (esclusiva)

- int. Paolo Liguori

PAOLO LIGUORI commenta la vittoria in rimonta della Roma sul campo del Genoa, la prima dal 2007, e spiega quali sono i motivi per cui Zeman piace così tanto ai tifosi giallorossi.

zdenek_zeman_roma_r400
Zdenek Zeman (Infophoto)

Eccola, la Roma di Zeman: tutto il bello e il brutto del boemo nei novanta minuti del Ferraris, dove i giallorossi avevano vinto una sola volta (2007) negli ultimi 22 anni. Nei primi 15 minuti è un disastro: il Genoa segna due volte con Kucka e Jankovic, entrando come vuole nella trequarti avversaria. Poi cambia tutto: la Roma la pareggia già all’intervallo, grazie a un trascinante Totti e a Osvaldo, che a inizio ripresa inchioda anche il gol del vantaggio. Lamela completa l’opera: la Roma è quinta in classifica con 14 punti, fa divertire i suoi tifosi e mette in mostra quel calcio spumeggiante che è il marchio di fabbrica di Zeman. E le polemiche? Dimenticate, almeno per ora: se il boemo aveva inteso spronare i suoi giocatori accusandoli di scarso attacamento alla maglia beh, missione compiuta: De Rossi ha giocato una buonissima partita da mezz’ala, mentre per Osvaldo basterebbero i due gol (sono 5 in campionato) ai quali però si deve aggiungere un costante lavoro di copertura e sacrificio. Insomma: i giallorossi stanno iniziando a prendere quota. Certo bisogna sistemare qualche problemino che ancora esiste davanti a Stekelenburg, ma quando poi la squadra ha preso in mano la partita anche la difesa ha elebato il suo rendimento: Castan ha giocato l’ennesima partita sontuosa, Piris sembra un altro rispetto al giocatore spento e impacciato delle primissime giornate, Marquinhos ha faticato ma ha anche mostrato stoffa. E allora, dove può arrivare questa Roma? Lo abbiamo chiesto a Paolo Liguori. Ecco le sue parole, nell’intervista esclusiva rilasciata a Ilsussidiario.net.

Come giudica la reazione della Roma? Dopo 15 minuti si era messa male… Ho visto una reazione forte, una reazione poderosa.

Da grande squadra? Innanzitutto da squadra. Non so se grande o piccola, però c’è stata una grande reazione.

C’è stata la mano di Zeman? Su questo bisogna intendersi: la mano di Zeman c’è quando prende 4 gol a Torino, e non c’è quando fa 4 gol a Genova? Zeman non piace ai critici, ai commentatori, agli esperti: a noi che tifiamo Roma piace eccome. Senza se e senza ma.

Chiarissimo. Che meriti ha il boemo quest’anno? Va a fare queste partite con giocatori come Florenzi, come Marquinhos, come Piris, come Tachtsidis. Ci piace perchè ha fatto odiventare Lamela un giocatore importante, ha completamente reinventato Osvaldo e ha dato una “scudisciata” a De Rossi che ha reagito benissimo. 

E di Totti cosa dice?  

Ecco: Zeman, a differenza di tanti soloni del calcio, sa che Totti è Totti; e se vedi la partita lo vedi che è così. Se un giornalista non capisce come gioca Totti deve cambiare lavoro.

Addirittura? Basta vederlo: la Roma è andata sotto, e lui da capitano ha riportato in partita la squadra, quando bisognava insistere è quello che ha messo la palla da tutte le parti senza guardare, poi all’intervallo ha detto “Abbiamo avuto una grande reazione, ma nel secondo tempo la vinceremo” e non solo hanno fatto due gol ma addirittura potevano segnarne otto… 

Quindi Zeman… Mette i giocatori in area, e loro tirano e segnano. Non gli interessa quello che succede dietro.

Però non sempre si riesce a segnare quattro gol… Infatti, e sicuramente ci si deve difendere bene. Ma attenzione: Sabatini ha comprato un difensore da leccarsi i baffi, avete visto anche ieri sera?

Immagino stia parlando di Castan… Certo. Gli altri due, Piris e Marquinhos, sono giovanissimi, ma Castan è un difensore che la Nazionale Italiana non ha, e quindi non ce l’ha la Juventus. E’ andato via Thiago Silva, e adesso abbiamo Castan.

Tradotto, è il più forte difensore che c’è in serie A? No, ma lo diventerà. E penso che diventerà titolare della nazionale brasiliana, dopo aver vinto la Copa Libertadores. E’ ancora giovane: non è Thiago Silva nè Aldair, ma lo diventerà.

Torniamo a Osvaldo e De Rossi: aveva ragione Zeman? Mi sembra che la reazione ci sia stata; Osvaldo si sta muovendo da centravanti, l’ha sempre fatto ma evidentemente aveva un problema caratteriale. De Rossi ha fatto una buonissima partita, con una differenza rispetto ad altre volte. 

Quale?

Si è buttato dentro molte più volte, e anche sulla fascia si è mosso come vuole Zeman, cioè come vuole che giochi un intermedio in quella posizione. Credo che De Rossi debba solo entrare nella giusta sintonia con Zeman, e poi può fare tutti i ruoli.

Lei personalmente dove lo vede meglio? Io penso che se Zeman lo vede intermedio, lui deve fare l’intermedio. Io però lo farei giocare da stopper, di fianco a Castan. Ma De Rossi sa fare tutti i ruoli.

Dove può arrivare questa Roma? Ci si pensa, allo scudetto? Non ci pensiamo: lasciamo che a pensarci sia la Juventus, così ha una preoccupazione in più. Noi pensiamo a fare bene: stiamo inventando dei ruoli che non esistevano.

Ad esempio? Questo centravanti metodista, che è Totti; gli giocano ai lati due attaccanti che si buttano dentro alternativamente. E’ un’invenzione fortissima, è un Di Stefano dei tempi moderni. E pio Osvaldo, Lamela: hai visto come va? PoI sbaglia tanti gol, ma intanto corre, gioca e segna. E’ forte Florenzi…

E poi c’è Zeman… Che è l’uomo giusto per trovare il nuovo Totti e il nuovo De Rossi: in tre anni farà questo lavoro.

 

(Claudio Franceschini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori