CALCIOMERCATO/ Roma, De Rossi al New York Times: voglio restare, cambiare sarebbe un dramma

- La Redazione

Nell’intervista concessa al New York Times, Daniele De Rossi ha giurato fedeltà a Roma e alla Roma: si spera sia la fine del tormentone che lo ha visto protagonista negli ultimi mesi

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Foto Infophoto

Nel giro di tre giorni, Daniele De Rossi si conferma due volte. Sul campo, dopo l’ottima partita deputata contro il Milan, e nella Roma, dopo l’ultima intervista concessa al New York Times. Il centrocampista giallorosso ha ribadito al quotidiano americano quanto già detto dal presidente Pallotta settimana scorsa (clicca qui per il video): non si muoverà da Roma, non lascerà la sua squadra. Nella fattispecie: “Pallotta è stato chiaro, ha detto che non sono sul mercato, che non sono in vendita. Io amo ancora Roma e la Roma, tutto quello a cui tengo è qui. Sarebbe difficilissimo altrove, la mia storia l’ho vissuta in questo club e cambiare sarebbe un dramma, un grande dramma. Anche per questo voglio restare qui“. ‘amo’, ‘dramma’ e ‘restare’: tre indizi che fanno la prova, Daniele De Rossi resterà un giocatore della Roma nei secoli dei secoli amen. Questa poterebbe essere la definitiva fine di una storia che negli ultimi mesi si è trasformata in un vero e proprio tormentone, gonfiato da ripetute minacce fantasma (Manchester City, Paris Saint-Germain, Milan). A dire la verità qualcosa di vero c’è stato: la scorsa stagione Mancini ha corteggiato De Rossi per portarlo in Inghilterra, ma già allora il centrocampista decise di rimanere -e la società di trattenerlo- spiegando tutto in una conferenza stampa. Che poi è stata ripetuta in estate, con lo stesso esito. De Rossi ha dichiarato: “Sono voci che ho sentito, ma io sono sicuro che il mio futuro sarà buono a prescindere da dove giocherò. Se qualche club mi vuole davvero, dovrà parlare con il mio manager. Non ho mai veramente pensato di andare a giocare altrove, anche se sono ancora giovane, ho 29 anni, e un giorno mi potrebbe anche piacerebbe fare un’esperienza negli Usa, ne ho parlato spesso con Bradley. Ma non tutti i giocatori hanno la mia storia. Alcuni possono cambiare città, paese e squadra anche da giovani, per loro è normale. Per me, invece, questo non è il modo di vivere il mio lavoro. Roma è casa mia, sono nato qui. Ed è grande, emozionante pensare di restarci“. Punto e a capo. Starà allo stesso De Rossi tradurre in campo queste parole giorno dopo giorno, in quello che sembra essere un anno molto promettente per la Roma di Zeman: “Finora ho fatto fatica a… 

…trovare lo spazio a cui ero abituato. Ora devo solo lavorare duro, essere professionale. E sono sicuro che presto tornerò ad avere più spazio”. L’ultima vittoria contro il Milan ha riassunto la parabole della squadra negli ultimi mesi: potenziale offensivo devastante e cali di concentrazione. Un De Rossi al massimo delle sue potenzialità potrà sicuramente aiutare la Roma a mantenersi sul pezzo per tutta la durata delle partite, con buona pace del giovane Tachtsidis che avrà tempo e modo di migliorarsi e di imporsi. Ora però il presente è De Rossi: Capitan Futuro, il futuro è adesso. 



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