ROMA/ Da Tommasi a Llama, quanti elogi per il ‘Progetto’!

Il progetto Luis Enrique continua a mietere consensi: dal leader dell’AIC Damiano Tommasi al catanese Llama, avversario di ieri, è tutto un coro di elogi…

09.02.2012 - La Redazione
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Luis Enrique (Infophoto)

Il progetto Roma continua a mietere consensi. Non è solo e non è tanto una questione di risultati, quanto di approccio, di metodo. Qualche giorno fa, l’ex-calciatore nonchè opinionista Sky Massimo Mauro esaltava la bravura di Luis Enrique, definendolo addirittura come il miglior allenatore del campionato italiano. Merito delle sue idee tattiche, tutte basate sul possesso palla e sulla ricerca della ‘jugada‘, e del suo lavoro sui giovani. Mentre altrove si punta sui talenti in erba solo laddove c’è una morìa di giocatori, causa infortuni di solito, a Trigoria si mette in atto una seria politica giovanile. Prima di tutto, e già da anni, grazie all’ottimo lavoro svolto da Alberto De Rossi, papà di Daniele, alla guida della Primavera. E poi, naturalmente, grazie al coraggio del tecnico spagnolo, che non ha paura di promuovere titolare Borini e di far esordire il giovanissimo Piscitella. Insomma, il progetto Roma, fatto di linea verde, calcio tutto nuovo (almeno alle latitudini italiane) e abbattimento dei costi (taglio degli ingaggi più pesanti, contenimento delle spese, acquisti oculati) sta incassando tantissimi elogi. Alla lunga lista di estimatori dei giallorossi si è aggiunto anche il grande ex Damiano Tommasi, che oggi – in un’intervista al sito di Le Monde – ha definito quello della Roma un esempio positivo, praticamente isolato, in un calcio dove conta soltanto la politica imprenditoriale. Insomma, più che una Lupa, un ‘panda’, a giudicare dalla rarità della proposta tecnico-societaria partorita in quel di Trigoria. Anche il catanese Llama, avversario in campo ieri, nel recupero del Massimino, ha speso parole di grande elogio per il club capitolino: “Sono sulla buona strada – ha detto l’argentino a Radio Ies – stanno crescendo, grazie anche ad un allenatore che vede le cose come deve fare, senza badare al suo passato da giocatore”. Insomma, un Luis Enrique sempre più stratega e sempre meno ‘sprovveduto’. Quanto sono lontane, adesso, le critiche di inizio stagione, quando da più parti si ironizzava pesantemente sulla scelta effettuata dalla proprietà americana. Intendiamoci, i risultati sono stati finora piuttosto altalenanti e siamo sicuri che lo stesso tecnico non sia ancora soddisfatto al cento per cento di quanto stanno mostrando i suoi allievi.

Ma la strada intrapresa, di sicuro, è quella giusta: occorre solo uno scatto di reni per far diventare il percorso da buono ad ottimo.



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