Supercoppa basket 2013/ Siena-Varese 81-66: tabellino della partita, alla Mens Sana il trofeo

- La Redazione

Siena-Varese 81-66: la Montepaschi vince la settima Supercoppa Italiana della sua storia, decisivo l’allungo nel quarto periodo. Varese resta in partita per 30 minuti. Il tabellino

Hackett_Varese
Daniel Hackett, 26 anni (Infophoto)

Marco Crespi, allenatore di Siena, commenta così il successo dei suoi ragazzi: “Sulla base della nostra difesa, la svolta è arrivata con Ress pivot e due ali come Carter e Viggiano per aprire il campo. Tomas è un po’ magrino, un po’ vecchiettino… ma sa vincere le partite. Anche l’anno scorso marchiò la svolta, ha dato un vestito tattico differente ma anche fiducia individuale agli altri giocatori per gli spazi che la sua presenza apriva”. L’altoatesino se la gode: “Mi son tolto subito la scimmia dalla spalla di essere l’unico capitano che non avrebbe alzato nessuna coppa. Con me in campo si aprono di più gli spazi portando fuori dall’area il giocatore più alto. Ho giocato sei mesi con una frattura al perone, ma i fisioterapisti mi tengono in piedi. Ringrazio anche chi, come Banchi, ci ha fatto arrivare a giocare questa Coppa”. Riconosce i decisivi meriti di Ress anche Fabrizio Frates, allenatore di Varese: “Abbiamo ceduto su un grossissimo problema tecnico: accoppiarsi in difesa contro Carter da secondo lungo e Ress che da pivot portava Hassell lontanissimo dal ferro”. (Clicca qui per il tabellino della partita).

E per la settima volta nella sua storia si aggiudica la Supercoppa Italiana. E’ il 21esimo trofeo della Mens Sana: un dominio impressionante e imbarazzante, che prosegue nonostante i giocatori lascino il progetto, e ne arrivino di nuovi. Lo spirito della Verbena non muore mai: nemmeno questa sera, con tante incognite su un roster nuovo, non ancora formato, pendente dalle mani e dal talento di Daniel Hackett e dal carisma di Tomas Ress. Alla fine, Siena nuova ma Siena anche vecchia: l’allungo decisivo del quarto periodo ha ricordato certi scatti cari a Simone Pianigiani, anche se questa volta sono stati più figli di sortite offensive anche individuali che di morse arretrate da far collassare gli avversari. In più, la Mens Sana ha chiuso con il quintetto piccolo, retaggio del passato, e così ha vinto la partita. Un encomio va anche a Varese: lei pure iper rinnovata e costretta a ripartire quasi da zero dopo una finale sfiorata lo scorso anno, per 30 minuti abbondanti ha flirtato con la vittoria, spinta da un enorme Aubrey Coleman che si è sacrificato anche in difesa su Hackett, ma che ha perso la maniglia proprio quando la palla cominciava a scottare, e insieme a essa un Achille Polonara che era stato devastante nel primo quarto ma poi non ha più visto il canestro. Per Fabrizio Frates tanto lavoro da fare, decisamente, ma anche la sensazione che forse il pessimo precampionato giocato può non essere l’indicatore esatto della stagione. La partita: Siena parte fortissima con due triple di Josh Carter e in un amen è a +10 (12-2). Non dura: prima Polonara e poi Keydren Clark trovano i canestri che riportano Varese a contatto, Hassell si fa sentire sotto canestro mentre Ebi Ere latita, così come un Coleman pasticcione. Hackett entra in ritmo e comincia a macinare gioco (tre assist nel quarto): la Mens Sana alla prima sirena resta avanti (17-14), ma in avvio di secondo quarto un Polonara infuocato trova la collaborazione di Clark e finalmente anche Coleman inizia a dare il suo contributo. Varese tocca il + 5 () ma si ferma lì, non riuscendo a incrementare nel momento in cui potrebbe, quello cioè in cui Siena con Othello Hunter sotto le plance concede tanto. Invece, la Montepaschi torna subito in partita con il solito Hackett, resta lì anche con il contributo di Spencer Nelson e alla pausa lunga grazie a un libero del suo numero 23 (fallo antisportivo fischiato ad Hassell, decisamente fuori luogo) gira a -1 (). La ripresa si apre con Siena che ruggisce e torna avanti: Erick Green trova un folgorante avvio, e per la Cimberio la buona notizia è che Coleman entra in versione 2011-2012 e segna di tutto. Finalmente anche Hassell ha peso sotto i tabelloni, così la squadra di Frates resta a contatto nonostante la Mens Sana mantenga il comando delle operazioni. Proprio nel finale di quarto l’allungo biancoverde vale il +5 (); si torna in campo e Andrea De Nicolao, fin lì silente, piazza la tripla che fa pensare al testa a testa fino al termine, e invece Siena scappa con un parziale mortifero segnato da una tripla di Ress e una di Carter, e poi sul +8 una sciocchezza di Marko Scekic, che si prende un sacrosanto quanto inopportuno fallo tecnico per aver mandato a quel paese l’arbitro, consente la fuga decisiva, che ritrova mano mortifera dall’arco e tocca anche i 13 punti di vantaggio () e addirittura i 15, cioè quelli che restano a fine partita solo perchè Coleman giganteggia da solo e la sua vitalità sveglia da letargo anche Ere, che contro Siena proprio non riesce a ingranare. Finisce 81-66, successo meritato per la Montepaschi: per Marco Crespi il primo da capo allenatore, per il popolo mens sanino un’assicurazione, anche quest’anno si lotterà per le vette.

(Claudio Franceschini)

Si accende il duello Hackett-Coleman e l’ala di Varese apre il quarto alla grande, ma gli risponde un super Erick Green con 4 canestri nel terzo quarto: Varese non riesce a scappare, la Mens Sana ricuce e prova la fuga (+7), ma ancora Aubrey Coleman tiene a contatto la Cimberio.

Cimberio Varese in vantaggio: siamo 30-31 all’intervallo. La Cimberio rientra alla grande e si porta anche sul +5 con un parziale targato ancora Polonara, mentre si svegliano anche Keydren Clark e Aubrey Coleman. Siena resta attaccata con Daniel Hackett, ma deve concedere il vantaggio a Varese; nel finale fischiato fallo antisportivo fischiato ad Hassell che voleva fermare il cronometro, ma Hackett fa 1/2 dalla lunetta e Ortner sbaglia il tiro dell?Ave Maria. Equilibrio totale in campo, come era già stato nella semifinale playoff dello scorso anno.

Il vantaggio di Siena al termine del primo quarto. La Mens Sana prova a scappare e sale anche sul 12-2, ma Varese non molla: Achille Polonara (9 punti) rintuzza lo svantaggio e porta la Cimberio sul -3, fallendo allo scadere la tripla del pareggio. Per Siena 6 punti di Josh Carter.

10-2 Siena al primo timeout: la Montepaschi Siena grazie a due triple di Josh Carter, tre assist di Daniel Hackett e un ottimo Ben Ortner. Varese fatica: per ora bene solo Hassell, confuso Aubrey Coleman, Keydren Clark fatica.

Inizia ufficialmente la stagione del basket italiano: questa sera al PalaEstra si gioca la Supercoppa, Montepaschi Siena-Cimberio Varese. Il trofeo esiste dal 1995, e mette di fronte la squadra vincitrice dello scudetto e quella della Coppa Italia, ovviamente riferite alla stagione precedente. Quest’anno, per l’ottava volta, le due squadre coincidono in quanto Siena ha realizzato la doppietta; così, Varese accede alla sfida come finalista di coppa. Dopo alcune discussioni sulla sede e la formula (si era pensato a una Final Four a Milano, con l’inserimento dei padroni di casa e di un’altra squadra; era già successo nel 2001) si è deciso di continuare a seguire la tradizione, giocando però non in campo neutro ma in casa della vincitrice dello scudetto. Per Varese non sarà un compito facile: intanto ha di fronte la squadra che negli ultimi sette anni ha dominato in Italia, e in più le statistiche non sono dalla sua parte. La Mens Sana ha vinto sei edizioni della Supercoppa (cinque consecutive, tra il 2007 e il 2011, perdendo lo scorso anno contro Cantù) mentre i lombardi ne hanno una, nel 1999 quando hanno battuto la Virtus Bologna; in più, appena sei volte in 19 edizioni ad affermarsi non è stata la squadra campione d’Italia, e in sole tre occasioni chi ha perso la finale di Coppa Italia ha poi vinto questo trofeo. E’ successo nel 1996 (Verona), nel 2003 (Cantù) e nel 2012 (sempre Cantù). Che la formula sia in continua evoluzione lo si evince anche sfogliando l’albo d’oro: addirittura, nel 2000 ci fu un torneo a 27 squadre (tutte le iscritte alla serie A1 e alla serie A2, tranne Reggio Calabria), con vittoria finale della Benetton Treviso. Il calendario sempre più stipato di impegni ha costretto a tornare a giocare una sola partita, ma questa competizione non ha certo perso fascino. A fine partita viene nominato l’MVP, ovvero il “most valuable player”, miglior giocatore dell’incontro: un italiano non lo porta a casa dal 2005, quando Marco Belinelli guidò la Fortitudo Bologna al successo sulla Benetton Treviso. Altri quattro nostri rappresentanti hanno vinto il trofeo: si tratta di Giacomo Galanda (con Verona), Denis Marconato (Treviso), Alessandro Abbio (Virtus Bologna, nonostante la sconfitta) e Andrea Meneghin (Varese). Manuchar Markoishvili è stato l’ultimo ad alzarlo: 18 punti con 4/6 da 3 punti e 5 rimbalzi nella sua partita. Siena e Varese si sono sfidate lo scorso anno in semifinale playoff: serie tiratissima, con tante polemiche arbitrali che si sono protratte fino alle stanze dei bottoni della FIP, scontri in campo e intemperanze in tribuna, terminata 4-3 per i toscani che hanno vinto gara-7 sul campo della Cimberio, dopo che i biancorossi, sotto 3-2 e con le spalle al muro, avevano espugnato il PalaEstra con un canestro sulla sirena di Dusan Sakota.

Campione d’Italia per il settimo anno consecutivo a dispetto dei pronostici contrari e di due serie playoff giocate con fattore campo a sfavore, la Montepaschi Siena riparte quest’anno da un nuovo allenatore: come era stato per Luca Banchi, emigrato a Milano, resta la scelta interna con la promozione di Marco Crespi. Lo squadrone che ha dominato in lungo e in largo non c’è più: un po’ per la crisi dello sponsor, un po’ perchè nel basket odierno si è portati a rivoluzionare il roster (ma non a Siena), la Mens Sana ha fatto partire i pezzi pregiati, da Bobby Brown (in Cina) a Matt Janning (Cibona Zagabria) passando per David Moss (Milano). E’ però rimasto Daniel Hackett, MVP delle finali scudetto e di Coppa Italia, e insieme a lui Tomas Ress e Benjamin Ortner; sono arrivati giocatori come Jeff Viggiano. Othello Hunter (già visto a Sassari), Kim English (ex Detroit Pistons) e Erick Green, selezionato dagli Utah Jazz e all’ultimo draft NBA (poi girato a Denver) ma che ha scelto di fare un anno di apprendistato in Europa, come già era accaduto a Brandon Jennings a Roma (con risultati rivedibili). Nelle idee della società, Green dovrebbe essere il playmaker e leader tecnico, sulla scia di McIntyre e McCalebb che hanno dato tantissimo a questa squadra. Come lungo sotto canestro è arrivato Spencer Nelson, ex Treviso e Fortitudo Bologna, mentre l’ex Biella Taylor Rochestie e Josh Carter vanno a rimpinguare il reparto esterni. Sulla carta è un gruppo da scoprire, con tanti punti interrogativi; tuttavia, a Siena hanno già dimostrato di saper lavorare alla grande con qualunque materiale a disposizione, e di trasformare delle incognite in campioni (è il caso di Romain Sato e Benjamin Eze). Forse non partono favoriti per lo scudetto, ma di sicuro daranno ancora fastidio. Quello che vuol fare anche Varese, che lo scorso anno ha cullato a lungo il sogno di ripetere l’exploit del 1999. I segni c’erano tutti, compresa la finale di Coppa Italia persa sul filo di lana: nove vittorie consecutive in avvio, il primo posto in regular season mai perso, una pallacanestro spumeggiante con tante scommesse vinte. La favola si è infranta contro Siena, causa anche qualche infortunio di troppo; e con la netta sensazione che, vinta quella gara-7 casalinga, con Roma le cose sarebbero state più facili. Nel basket odierno, si sa, ripetersi a certi livelli è dura, soprattutto per una squadra dal budget limitato; così, i grandi di ieri sono partiti tutti. Fuori Mike Green (Khimki), fuori Adrian Banks ma per problemi disciplinari (è tornato in Israele), fuori Bryant Dunston (Olympiacos): persi tutti i tre big, e soprattutto Frank Vitucci che ha deciso di tornare ad Avellino. Quantomeno si è riusciti a confermare Achille Polonara, Andrea De Nicolao e Ebi Ere (oltre a Sakota e Rush). La società ha puntato sull'”usato sicuro”: Fabrizio Frates in panchina, poi l’ex playmaker di Venezia Keydren Clark, Aubrey Coleman (capocannoniere di Lega A nel 2011-2012 con Biella) e Marko Scekic (ex Cantù). Sotto canestro è arrivato Frank Hassell: in Israele aveva cifre migliori di quelle di Dunston. Sulla carta ottimi giocatori, andrà però capito se la chimica di squadra sarà quella giusta, perchè lo scorso anno il segreto era stato quello. Intanto, è già arrivata l’eliminazione dai preliminari di Eurolega (contro l’Oldenburg), e così la Cimberio giocherà in Eurocup. Stasera dunque vedremo una partita tra due squadre profondamente rinnovate, che però hanno una gran voglia di prendersi il primo trofeo stagionale; favorita sulla carta Siena anche per il fattore campo, ma in gara secca potrebbe davvero succedere di tutto. Non resta quindi che dare la parola al campo e vedere come finirà: la diretta di Siena-Varese, Supercoppa Italiana di basket, sta per cominciare…

 

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Viggiano 4 (0/1, 1/1), Hunter 4 (2/5), Rochestie (0/1, 0/1), Ress 14 (4/6 da 3), English 3 (0/2, 1/1). N.e. Cournooh, Udom. All. Crespi.

Scekic (0/5), Sakota, Rush (0/1, 0/1), De Nicolao 3 (0/2, 1/2). N.e. Ambrosini, Balanzoni, Mei. All. Frates.

Arbitri: Filippini, Lo Guzzo, Baldini.

Tiri liberi: Siena 15/18, Varese 7/11.

Rimbalzi: Siena 33 (Hackett 6), Varese 40 (Hassell 9).

Assist: Siena 14 (Hackett 10), Varese 8 (Clark, Hassell 2).





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