Formula 1/ Gran Premio d’Italia 2013, Martini: Red Bull imprendibile anche per questo Alonso. Ferrari, due problemi (esclusiva)

- int. Pierluigi Martini

Sebastian Vettel trionfa anche nel Gran Premio d’Italia, conquistando a Monza la sua sesta vittoria stagionale. Alonso è secondo, Massa quarto. Il commento di PIERLUIGI MARTINI

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Sebastian Vettel e Fernando Alonso a Interlagos, ma stavolta sono altri i protagonisti (Infophoto)

Imprendibile, come sempre. Sebastian Vettel trionfa anche a Monza, in testa dall’inizio alla fine del Gran Premio d’Italia 20113 e al traguardo con cinque secondi e mezzo di anticipo su Fernando Alonso. Il pilota della Red Bull allunga ancora in classifica generale, portandosi a quota 222 punti e a 53 lunghezze dal ferrarista spagnolo, mettendosi di fatto già in tasca il Mondiale 2013. Buona la gara di Felipe Massa, arrivato quarto alle spalle di Webber, e convincente anche la prestazione della Sauber di Nico Hulkenberg (quinto), seguito dalla Mercedes di Rosberg e dalla Toro Rosso di Daniel Ricciardo, già destinato alla Red Bull il prossimo anno. Per commentare il Gran Premio d’Italia 2013 e fare il punto della situazione quando mancano sette gare al termine del Mondiale, abbiamo intervistato in esclusiva Pierluigi Martini, ex pilota di Formula 1 della Minardi e vincitore di una 24 Ore di Le Mans.

Iniziamo a parlare di Vettel, sempre più veloce… In casa Red Bull sta funzionando tutto a meraviglia, quindi credo che per la Ferrari ci sia ormai ben poco da sperare. Vettel non sbaglia, la macchina è estremamente competitiva e la strategia funziona a dovere: mi sembra inevitabile vedere la Red Bull conquistare anche questo Mondiale.

Alonso ha fatto comunque una buona gara: partiva quinto, è arrivato secondo e ha resistito agli attacchi di Webber nel finale. E’ d’accordo? Lo spagnolo ha fatto un’ottima gara come sempre, ma non è comunque sufficiente per vincere un Mondiale. Quest’anno è ormai tutto deciso, quindi sarà interessante vedere quale squadra riuscirà nella prossima stagione a interpretare meglio i nuovi regolamenti. Bisogna però dire che, visto quanto accaduto finora, in pochi sembrano in grado di competere con Adrian Newey, direttore tecnico della Red Bull e grande protagonista di tutte queste vittorie.

Quanto hanno pesato le qualifiche di ieri, concluse per altro con gli insulti di Alonso ai tecnici Ferrari? In realtà non molto. Anche se oggi Alonso fosse scattato dalla seconda posizione non credo che avrebbe potuto battere Vettel, quindi il risultato sarebbe stato sostanzialmente lo stesso.

Cosa pensa invece di Massa, oggi piuttosto convincente? Massa ha fatto una gara eccellente, questo è vero, ma credo che non sia assolutamente un pilota da riconfermare. Commette molti errori e gira bene come oggi in troppe poche occasioni: sono dell’idea che una squadra come la Ferrari debba puntare su ben altro per essere realmente competitiva. Servono due campioni.

Questo non comporterebbe comunque altri rischi? Di certo non è facile far convivere due piloti molto forti, ma se la Ferrari vuole tornare a fare la differenza deve riuscire ad affrontare e a vincere sfide come queste: credo che una coppia composta da Alonso e Raikkonen possa essere la formazione ottimale per un team così importante.

Quanto contano invece le differenti strategie dei team? Oggi ad esempio si temeva per una pioggia che alla fine non è arrivata: sarebbe cambiato qualcosa? La Ferrari non può continuare a sperare che piova o che vengano a crearsi condizioni incerte, perché questo significa essere arrivati alla disperazione. In un campionato del mondo un team deve essere competitivo in ogni situazione, ma soprattutto deve esserlo sull’asciutto, cioè la condizione che si verifica nel 95% dei casi durante la stagione. La Ferrari, pioggia o non pioggia, al momento è la macchina che è costretta ad inseguire, mentre la Red Bull, che può contare sempre su un certo margine, dimostra di essere una vettura superiore.

Cosa dovrà fare la Ferrari nei prossimi mesi per portarsi a questi livelli? Dovrà muoversi essenzialmente in due direzioni: ingaggiare un pilota forte che possa prendere il posto di Massa e trovare qualcuno che possa effettivamente avvicinarsi alla genialità di Adrian Newey che sta contribuendo in modo decisivo al momento d’oro della Red Bull.

Un ultimo commento sulle buone prestazioni di altri giovani come Hulkenberg, Grosjean e Rosberg. Hulkenberg è un ragazzo che già da qualche anno sta dimostrando di essere competitivo, ma anche Grosjean porta a casa sempre delle belle gare e credo sia un ottimo pilota, come anche Rosberg. Di piloti giovani e veloci ce ne sono parecchi, in un gruppo in cui l’unico poco convincente sembra essere proprio Massa. Un grande team come la Ferrari dovrà inevitabilmente gestire due grandi campioni, non potrà fare altro.

(Claudio Perlini)

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