CALCIOMERCATO/ Milan, in Francia non solo Yanga-Mbiwa: piace M’Baye Niang

- La Redazione

Il direttore sportivo del Milan, Ariedo Braida, sarebbe stato avvistato negli ultimi tempi a Caen, per visionare da vicino il talentuoso attaccante 17enne M’Baye Niang

Braida
Ariedo Braida, ds del Milan (Foto Infophoto)

Il calciomercato del Milan punterà su un solo rinforzo in vista della prossima stagione. Ieri le parole di Silvio Berlusconi sono state eloquenti, il numero uno di Via Turati ha deciso di chiudere il mercato del Milan anche se ha promesso un acquisto probabilmente in difesa. Il presidente del Milan ha parlato di un Boateng che potrebbe essere usato nella duplice funzione di centrocampista e attaccante (clicca QUI per leggere l’intervista esclusiva a Giovanni Lodetti). I tifosi del Milan non saranno molto contenti delle parole del presidente Berlusconi, visto che il club ha ceduto due giocatori importanti come Thiago Silva e Ibrahimovic. In attacco non arriverà nessuno, anche perchè il Milan ha deciso di puntare con decisione su Pato ed El Sharaawy. Antonio Di Natale ha recentemente dichiarato come i rossoneri l’abbiano cercato, ma alla fine l’idea è rimasta tale: per ora, si va con quelli che ci sono, anche se i rossoneri stanno monitorando molto da vicino la crescita di M’Baye Niang. Il calciatore, che gioca nel Caen e ha già esordito nell’Under 21 francese, detiene il record di calciatore più giovane a realizzare un gol in Ligue 1: è successo il 7 maggio del 2011. Considerato come uno dei talenti verdi più forti in Europa, Niang è finito nel mirino delle grandi società europee, tra cui Newcastle, Tottenham e Arsenal. E il Manchester City, che parte in vantaggio grazie alle ingenti capacità economiche ma non ha decisamente il blasone degli altri club (forse a eccezione dei Magpies); in più, se il francese dovesse sbarcare all’Etihad avrebbe la porta sbarrata a tripla o quadrupla mandata. Impossibile trovare spazio in un attacco che annovera Tevez, Dzeko, Balotelli e Aguero: anche se uno di questi dovesse partire, Niang farebbe molta difficoltà a vedere il campo. Molto meglio altre soluzioni: il Milan potrebbe essere una di queste, perché il parco attaccanti di Allegri è sicuramente meno ricco di alternative, soprattutto per quanto riguarda le prime punte. Ma la sensazione è che l’affare – favorito dal fatto che il Caen è retrocesso in Ligue 2 – se si farà, non avrà come obiettivo ultimo quello di far sbarcare il calciatore a Milanello nel corso dell’estate: più probabile che il Milan punti a un acquisto con la possibilità di mandare Niang in prestito a farsi le ossa, o magari a portrarlo sì in Italia, ma per farlo crescere nelle squadre giovanili. In più, il Milan in questo momento guarda alla Francia per altri motivi: ovvero, quel difensore centrale che nei piani di Allegri dovrebbe andare a dare peso a un reparto ancora traballante. Nel mirino di Galliani c’è sempre Mapou Yanga-Mbiwa, centrale difensivo del Montpellier, calciatore francese classe ’89 che si è laureato Campione di Francia giocando da capitano. Si tratta di un giocatore forte fisicamente e abile nelle marcature che il presidente del Montpellier Nicollin non vuole assolutamente cedere a poco prezzo (la sparata dell’eccentrico patron parlava di una cifra vicina ai 30 milioni, decisamente troppo, ma serve a far capire che Yanga-Mbiwa non vereà regalato). Il Milan ha offerto al club francese 6 milioni di Euro, anche perchè il centrale è in scadenza di contratto nel 2013: 

Facile che il prezzo più realistico sia il triplo rispetto all’offerta rossonera. La strategia è quella di… non agire. Ovvero, aspettare la mossa d Nicollin, nella speranza che, per evitare che il suo gioiello parta il prossimo anno a zero Euro (e lo stesso giocatore ha fatto sapere che vorrebbe esplorare nuove avventure, già da quest’estate). Galliani aveva in programma un viaggio in Francia: cancellato, come a dire “Non piangiamo per il giocatore, vediamo come va a finire”. La parola, dunque, passa a Nicollin: difficile che le sue pretese si abbassino fino a raggiungere la posizione dell’amministratore delegato del Milan, ma la classica soluzione a metà strada, alla fine, potrebbe far partire la fumata bianca. Non in tempi brevi, comunque.



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