AC Milan/ La settimana di Kakà: lacrime e carezze al pallone e gli occhi lucidi di Galliani

Dopo quattro anni, Kakà torna a casa: il trequartista brasiliano ha già fatto il suo secondo esordio con la maglia rossonera, 45 minuti nel corso dell’amichevole contro il Chiasso

08.09.2013 - Christian Pradelli
kaka_esultanza
Kakà di nuovo al Milan (Infophoto)

È stata indubbiamente la settimana di Kakà, si chiudono sette giorni pregni di speranze, di sogni realizzati, ma anche di prese in giro secondo quei tifosi (e sono tanti) che hanno fatto fin da subito un rapido conto: 30 milioni di euro sono entrati dal passaggio Champions, Boateng ha ripagato Matri e Ricardo è arrivato a zero. Molto facile, fin troppo. Chissà che qualcuno, vedendolo arrivare a Linate, affacciarsi dal balcone di via Turati, giocare 45 minuti a Chiasso, qualche ripensamento sull’effettiva utilità dell’operazione (senza pensare al “costo zero”) l’abbia avuto. Ma andiamo con ordine. Certi amori non finiscono… mai!”. La scritta sulla torta che ha chiuso il Kakà-day da “Giannino” ha riassunto perfettamente uno stato d’animo palpabile tra tanti tifosi, ma anche tra gli addetti ai lavori, che da Linate ha attraversato Milano fino a raggiungere via Turati e, solo dopo la firma, il ristorante “di famiglia”. Luogo perfetto per riabbracciare l’ex bambino d’oro, felice come quando, esattamente dieci anni fa, sbarcava per la prima volta in Italia, costato alla dirigenza otto milioni di euro. Oggi “l’amico Florentino Perez”, come lo ha definito il mediatore Ernesto Bronzetti, ha permesso che l’ex Madrid tornasse a casa sua a costo zero, salvo bonus legati ai risultati sportivi del Milan che potrebbero farne lievitare il prezzo fino a un massimo di cinque milioni. Ma da “Giannino” si è parlato di tutto tranne che di cifre: nella sala rossonera, riservata a pochi eletti, Adriano Galliani si è goduto un ritorno insperato, dopo almeno tre tentativi negli ultimi due anni. Passeggiando lungo il tavolo, calice di bianco alla mano, si è (ri)lustrato gli occhi con le immagini trasmesse dal canale tematico rossonero: ha esultato nel rivedere (chissà quante volte lo avrà fatto) i gol più belli del suo pupillo e si è commosso quando ha visto depositata finalmente la firma sul nuovo contratto. Momento ancor più addolcito dalle note di Venditti, della canzone simbolo “Amici mai” che ha risuonato più e più volte in tutto il locale. Il brindisi tra l’ad e Kakà al momento del taglio della torta ha reso ufficiale il (secondo) matrimonio agli occhi dei presenti (e di qualche tifoso infiltrato) e le carezze di Galliani sono sembrate quelle di un vero padre. Difficile vederlo così coinvolto negli ultimi tempi: “Quelli che chiamo orfani di Kakà ora dovrebbero tornare a San Siro”. Per il momento, questo è certo, erano tutti davanti a “Giannino” per un ritorno atteso quattro anni. Alcuni hanno colmato quel vuoto fiondandosi in banca per sottoscrivere il mini abbonamento Champions: 15.000 in un giorno, incredibile. Lontane le cifre record del 2010 e 2011 con quasi 60.000 tessere attivate, ma il boom di quelle 24 ore sono il segno tangibile di un entusiasmo a tratti soffocato, ma ugualmente esploso. Come è esploso l’affetto per Ricky a Chiasso: un tempo di tocchi, di carezze al pallone come al Milan non si vedevano da un po’. Basta poco per fantasticare, è vero. Ma quei piedi, quello sguardo, quella fascia da capitano non possono e non potranno passare inosservati nel campionato italiano di oggi. Almeno fino a Brasile 2014, meta conclamata del nuovo leader rossonero.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori