CALCIOMERCATO/ Lazio, Breno condannato: andrà in carcere, salta l’affare

Breno, difensore brasiliano del Bayern Monaco, è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di carcere per l’incendio della sua casa di Monaco. Sfuma dunque il possibile arrivo alla Lazio.

04.07.2012 - La Redazione
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Breno, difensore centrale ex Bayern Monaco (Foto Infophoto)

Breno non arriverà alla Lazio. Salta un affare che era di primaria importanza per il calciomercato estivo dei biancocelesti, ma che era anche legato alla risoluzione delle vicende giudiziarie del difensore brasiliano del Bayern Monaco. Oggi è arrivata la sentenza del processo in cui Breno era imputato per l’incendio della sua casa bavarese, e le notizie sono state pessime per il calciatore.

Il difensore brasiliano, ormai ex giocatore del Bayern, è stato infatti condannato dalla Camera penale numero 12 del tribunale di Monaco di Baviera a tre anni e nove mesi di reclusione per aver causato volontariamente l’incendio che una notte dello scorso mese di settembre aveva distrutto la casa di Monaco dove il brasiliano viveva con la famiglia. Breno dovrà scontare da subito la pena in carcere: carriera seriamente rovinata per il 23enne difensore, sbarcato in Germania proveniente dal San Paolo a soli 18 anni e subito dopo essere stato il capitano della Nazionale olimpica brasiliana a Pechino 2008 (bronzo). Breno dunque è rimasto al Bayern per quattro anni, salvo sei mesi di prestito al Norimberga dal gennaio al giugno del 2010. Il pubblico ministero Nikolaus Lanz aveva chiesto per Breno una pena ancora più severa, di cinque anni e sei mesi, sottolineando come l’imputato sia stato l’unico responsabile dell’incendio e ritenendo che non ci fosse nessun motivo per concedergli attenuanti, anche in considerazione dell’assenza di segni di pentimento durante l’intero dibattimento. In effetti, Breno ha preso la parola per la prima volta per scusarsi durante questo processo proprio subito prima che il tribunale si ritirasse in camera di consiglio per emettere la sentenza: il giocatore brasiliano si era scusato “per quella notte” con il Bayern, con la sua famiglia e nei confronti del proprietario della casa. Dal canto suo l’avvocato del giocatore, Werner Leitner, aveva invece chiesto l’assoluzione del suo assistito per i molti dubbi che, secondo la linea difensiva, erano emersi dall’inchiesta sulle cause dell’incendio, sostenendo anche l’assenza di elementi oggettivi che facessero propendere per l’incendio doloso. In subordine, il difensore ha chiesto la condanna a non più di due anni con la condizionale, soluzione che avrebbe permesso a Breno di evitare il carcere e gli avrebbe pure consentito di accettare un eventuale contratto della Lazio.

Invece naturalmente questa condanna a tre anni e nove mesi di carcere – pur inferiore alle richieste dell’accusa – tarpa le ali alla carriera del calciatore, e costringerà anche la società di Lotito a modificare la propria strategia sul calciomercato. Tra l’altro, nel corso dell’udienza la procura ha reso noto di aver aperto un’indagine anche contro il Bayern, per violazione della legge tedesca sui medicamenti. Infatti Breno aveva dichiarato in aula di aver sottratto regolarmente sonniferi dal reparto fisioterapeutico del club bavarese.

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