Carlo Calenda/ “Sarebbe uno spreco mandare Draghi al Quirinale”

- Carmine Massimo Balsamo

Il leader di Azione Carlo Calenda a Agorà: “Draghi? Noi abbiamo bisogno di una guida autorevole nei confronti dell’Ue e dei nodi irrisolti”

carlo calenda
(Agorà)

«Il G20 è per sua natura molto generico, si incontrano Paesi molto diversi, mentre il G7 riunisce solo Paesi democratici. E’ un formato inventato quando non c’erano spaccature, ovviamente era un altro tema, adesso questo è il massimo che si può ottenere, impegni generici: c’è ancora molta fuffa»: così Carlo Calenda ai microfoni di Agorà sugli esiti del G20 di Roma.

Carlo Calenda è poi tornato sulla manovra varata dal governo: «Bisogna decidere dove allocare il taglio delle tasse. Noi crediamo che con 5 miliardi degli 8 stanziati si debbano azzerare le tasse su chi ha fino 25 anni e diminuirle del 50% su chi ha fino 30 anni. Quella è la generazione di persone che se ne sta andando, che sta per mettere su casa e deve vivere in una condizione di decoro. Noi punteremmo sui giovani».

CARLO CALENDA: “DRAGHI AL QUIRINALE SAREBBE UNO SPRECO”

Nel corso della lunga intervista ad Agorà, Carlo Calenda si è soffermato sulla riforma delle pensioni, con il passaggio da Quota 100 a Quota 102: «Credo che dopo tornerà il regime ordinario. Dobbiamo decidere cosa vogliamo fare. Questo è un Paese che ha un livello di invecchiamento molto significativo e che ha due capitoli di spesa molto forti: le pensioni e la sanità. Noi dobbiamo decidere dove mettere i soldi. Noi proponiamo di fare un patto generazionale con tanti soldi sulla sanità e sull’istruzione. Sulle pensioni è molto difficile pensare di riuscire a tenere l’età così bassa, perché la popolazione è tanta: c’è il rischio che tra 20 anni non ci sarà nessuno che paga le pensioni».

Carlo Calenda è poi tornato sul suo progetto per la permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi dopo le elezioni del 2023: «Draghi è una guida molto autorevole per spendere i fondi del Pnrr, il rischio di non spenderli è altissimo. Noi abbiamo bisogno di una guida autorevole nei confronti dell’Ue e dei nodi irrisolti, sarebbe uno spreco mandare Draghi al Quirinale. Io penso che Draghi non debba indicare nulla, deve succedere che le persone di buona volontà, che condividono alcune cose, si debbano mettere insieme per sostenerlo».





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