Carlo Cracco “Io chef? Mio padre non era favorevole”/ “Devo tanto a mia moglie Rosa”

- Anna Montesano

Carlo Cracco, in un’intervista a Libero Quotidiano, racconta i suoi esordi nella cucina e l’importanza di sua moglie Rosa Fanti

Carlo Cracco volontario contro il Coronavirus
Carlo Cracco volontario contro il Coronavirus (Web, 2020)

La passione per la cucina è nata per Carlo Cracco un po’ per caso, un po’ per necessità. Oggi chef stellato, da giovane amante del ‘mangiare’ ma non dei fornelli. Cracco lo racconta nel corso di un’intervista rilasciata a Giovanni Terzi e pubblicata su Libero Quotidiano, ammettendo che è stata sua madre in qualche modo ad indirizzarlo verso il suo destino. “Devo ammettere che da ragazzo avevo la passione per mangiare più che per cucinare. Poi mia mamma un giorno mi ha detto che dovevo dimagrire e così ho riflettuto molto su come gestire questa necessità…”, ha esordito lo chef.

Da qui la decisione di iniziare a prepararsi da mangiare e tenere la sua alimentazione sotto controllo, poi di studiare all’alberghiero, scelta inizialmente contestata da suo padre: “[…] non era particolarmente favorevole e mi diceva sempre che io ero fatto per mangiare più che per cucinare”, ha ammesso Cracco. E invece fu l’inizio di una lunga avventura che lo ha poi portato al successo.

Carlo Cracco: “Senza mia moglie Rosa Fanti non avrei potuto essere libero e creativo”

Un successo che, ammette Carlo Cracco, deve anche a sua moglie Rosa Fanti: “Senza mia moglie Rosa non avrei avuto la possibilità di essere libero e creativo, noi due ci compensiamo in modo assoluto e grazie a lei ho avuto la possibilità di capire dimensioni del mio lavoro diverso”, ha rivelato. Ed è proprio ispirato dalle origini di sua moglie che Cracco ha deciso di aprire un’azienda agricola a Sant’ Arcangelo di Romagna.

D’altronde, lo chef stellato svela di non aver mai messo in stop i suoi progetti, neppure durante la pandemia: “Io, per scelta, non ho mai voluto fermarmi e quindi ho cercato di usare al meglio ogni opportunità, dal delivery fino anche al cucinare i piatti per gli operai in ospedale. Per me è sempre stato decisivo non arrendermi e non demordere mai”, ha quindi concluso.



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