Caso Grillo, Silvia: “Mi spingevano il p*ne in bocca”/ “Penetrata con violenza”

- Alessandro Nidi

Caso Grillo, il verbale di Silvia dopo il presunto stupro fa rabbrividire: "Costretta a bere vodka, mi chiamavano cagna. Hanno abusato di me, poi sono svenuta"

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Il verbale della 19enne Silvia (nome di fantasia, ndr) che denuncia il presunto stupro subìto per mano di Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria la sera del 26 luglio 2019 ai carabinieri di Milano è particolareggiato, circostanziato più di quanto si potesse immaginare. È stato letto per la prima volta in esclusiva a “Iceberg Lombardia”, su Telelombardia, nella serata di giovedì 6 maggio 2021 e contiene la cronaca di numerosi stupri e abusi sessuali.

Silvia, in particolare, racconta che in camera da letto Francesco Corsiglia, da solo, ha provato a sedurla e, rifiutato, non si è fermato: “Dapprima mi ha baciato in bocca, ma io l’ho fermato, dicendo che non volevo. Lui mi ha detto che voleva solo sc*pare. Gli ho risposto di no e lui ha insistito dicendomi: ‘Cosa ti costa farmi solo un b*cchino?. Gli dicevo che non volevo fare nulla, ma lui mi afferrava per i capelli e mi spingeva sotto le coperte indirizzandomi la testa sul suo p*ne. Nel frattempo mi diceva: ‘Cagna, apri la bocca!’. Poi, visto che lui continuava a spingermi e a tenermi per i capelli, cedevo”.

CASO GRILLO, LA RAGAZZA VIOLENTATA: “MI PICCHIAVANO SULLA SCHIENA E SULLE NATICHE”

Il racconto di Silvia sul caso Grillo è dettagliato: “Dopo Corsiglia mi ha spinto contro la doccia, ha aperto l’acqua e mi ha spinto con la mano il viso contro la parete. Mi teneva con la mano il collo, bloccandomi di spalle a lui. E mi penetrava. Per due volte gli ho detto di smetterla, che era un animale, uno str*nzo… Ma lui ha continuato più forte…”. Poi, a un certo punto, ha smesso ed è andato a dormire, ma dopo le 9, dopo essere stata costretta a bere mezza bottiglia di vodka, Silvia sarebbe stata violentata da Ciro Grillo, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta: “Vittorio mi spingeva il p*ne in bocca, tenendomi la testa. Uno di loro, alle spalle, iniziava a penetrarmi. Sentivo che si chiamavano per nome e si dicevano: ‘Ora tocca a me, dài, spostati!’. Sentivo che si davano il cambio. Durante l’atto mi colpivano con schiaffi forti alla schiena e alle natiche. Nel frattempo, Vittorio continuava a trattenermi per i capelli… Con il suo p*ne in bocca”. Fino a quando, la ragazza, ha perso conoscenza: “Poi, a un certo punto, non ci vedevo più, mi girava la testa… Continuavo a cadere in avanti. Ho visto nero e da quel momento non ricordo più nulla”.





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