Caso Potenzoni/ Federica Sciarelli: “Non doveva andare in metro, catena di errori”

- Luca Bucceri

A sei anni dalla scomparsa nel nulla di Daniele Potenzoni, Federica Sciarelli prova a fare il punto sul caso ai microfoni di Lombardia Nera

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Federica Sciarelli, Lombardia Nera

Un mistero irrisolto, una scomparsa che ancora oggi, a sei anni dall’accaduto, non riesce ancora a spiegarsi. Il caso di Daniele Potenzoni, giovane autistico pantigliatese sparito in metropolitana a Roma il 10 giugno 2015 mentre con un gruppo organizzato si stava recando in udienza dal Papa, tiene ancora banco e in occasione di una nuova puntata di Lombardia Nera, in onda su Antenna 3, il padre Francesco cerca di far luce sui tanti misteri di questa scomparsa mai spiegata. Continui avvistamenti e segnalazioni a Chi l’ha visto, con Federica Sciarelli che è intervenuta anche nel corso del programma per dire la sua.

Francesco Potenzoni è un guerriero, continua a cercare il figlio e non si arrende mai. Alcune segnalazioni ci portano lontano, ma tutte devono essere verificate perché vengono fatte in buona fede, c’è tanta solidarietà per questa famiglia” ha raccontato Sciarelli. La giornalista ha scritto un libro “Il caso Potenzoni”: “Sono passati sei anni, voglio raccontare la storia di un ragazzo normale che a 17 anni ha subito qualcosa nella sua mente. Ho scritto in prima persona immaginandomi di essere Daniele, entro nella sua testa attraverso tante ricostruzioni possibili leggendo il quadro clinico complessivo“.

Federica Sciarelli: “Daniele non doveva andare in metro, troppi errori”

Federica Sciarelli nel corso di Lombardia Nera ha poi sottolineato: “La sua scomparsa è un vero mistero, una cosa che non deve succedere più. Daniele è venuto a Roma per l’udienza col Papa, Francesco Potenzoni non voleva farlo andare lontano ma si è lasciato convincere. C’era lo sciopero, di solito c’è sempre tanta confusione, e Daniele non doveva essere portato in metro. Ci sono tanti sbagli, tutto in buona fede perché non c’è un cattivo, ma ci sono cose fatte male”.

Il primo errore è che non doveva andare a San Pietro in metro, la seconda è che quando viene fatta la segnalazione della scomparsa e dalla Polfer non è passata fuori. Poi hanno dato i vestiti sbagliati, tanti errori in una storia che ha dell’incredibile. A Chi l’ha visto sono arrivate tantissime segnalazioni, Daniele è nel cuore di tutti- ha detto la Sciarelli-. Piera Maggio mi ha insegnato una cosa, mi ha sempre detto che non dobbiamo mai di sua figlia Denise come morta perché se no nessuno la cercherebbe. Finché non si trova un corpo la persona è viva, le speranze ci sono sempre”.

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