Caso Renzi-Mancini, Draghi vieta incontri politici-007/ Conte: “Non era un mio uomo”

- Alessandro Nidi

Dopo l’incontro tra Renzi e Mancini in autogrill a Fiano Romano, il Copasir ha avviato un’indagine, mentre Draghi ha vietato i contatti non autorizzati fra politici e 007

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Giuseppe Conte (Report, 2021)

Il caso Renzi-Mancini è tornato a tenere banco in occasione della puntata di Report, trasmissione di Rai Tre condotta da Sigfrido Ranucci, andata in onda nella serata di oggi, lunedì 17 maggio 2021. In particolare, nel servizio di Walter Molino (con la collaborazione di Federico Marconi), denominato “Gli autogrill dei segreti”, vengono proposte alcune teorie relative a quell’incontro. La prima è quella di Vittoria Baldino, deputata del Movimento Cinque Stelle, che non crede nella casualità di quella chiacchierata: “In quei giorni Renzi stava pianificando la caduta di Conte, utilizzando il fatto che Conte avesse trattenuto delega ai servizi”.

Ignazio la Russa, vicepresidente del Senato, è stato ancora più esplicito: “Secondo me Renzi e Mancini discutevano della permanenza o meno di Conte al Governo”. Intanto, il Copasir ha interrogato Gennaro Vecchione, direttore del DIS, per chiedergli se fosse al corrente di quell’incontro tra il leader di Italia Viva e l’uomo. In quella sede, Vecchione ha reso noto che il Governo Draghi ha diramato una nuova direttiva per regolamentare i rapporti tra politici e 007, con la quale vengono vietati gli incontri non autorizzati.

RENZI-MANCINI, PARLA CONTE: “IO NON AVEVO UOMINI”

Nell’ambito della sua inchiesta sul caso Renzi-Mancini, “Report” ha interpellato anche l’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale ha dichiarato: “Matteo Renzi dice che Marco Mancini era un mio uomo? È un uomo dell’intelligence, trovo che sia una concezione assolutamente abnorme dire ‘uomo di questo o di quello’. Io sono stato il presidente del Consiglio e ho lavorato con l’Intelligence nell’ambito del mio ruolo istituzionale. L’ho incontrato in occasioni ufficiali e in sedi istituzionali”. Mancini, tuttavia, pare aspirasse a diventare vicedirettore del Dis: “Non entro nel merito di queste valutazioni – ha risposto Conte –, perché ho esercitato questo ruolo con responsabilità istituzionale, quindi non commento aspirazioni di singoli”. Queste dunque sono state le dichiarazioni del predecessore di Mario Draghi in merito ai suoi presunti rapporti con il dirigente del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza Marco Mancini.



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