CCNL MINISTERI/ Dopo il salario aumenterà anche l’efficienza dello Stato?

- Giancamillo Palmerini

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto in via definitiva il testo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Ministeri per il triennio 2019/2021

Tesoro_Mef_Sede_Lapresse La sede del Mef (Lapresse)

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto in via definitiva il testo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Ministeri per il triennio 2019/2021. Sono previste nel documento alcune significative novità.

È stato, ad esempio, inserito un nuovo sistema di classificazione del personale, articolato su quattro aree, di cui una destinata alle Elevate professionalità. Il nuovo sistema prevede, in questa prospettiva, avanzamenti retributivi correlati alle competenze professionali progressivamente acquisite, attribuiti mediante procedura selettiva che contempera le esigenze di premialità e di inclusività. Tale modello consentirà, secondo i firmatari, una maggiore facilità nello sviluppo professionale del personale delle pubbliche amministrazioni puntando a valorizzare i più meritevoli e incoraggiare percorsi di crescita di maggiore qualità.

Si regolamenta, quindi, lo smart working superando la logica emergenziale e riconoscendo che questo strumento potrà diventare una modalità ordinaria ed efficace articolazione dell’attività lavorativa anche nelle Pa.

Si enfatizza poi il ruolo della formazione del personale, specie con riferimento alle competenze necessarie per completare la transizione digitale, investendo in maniera significativa nei processi di sviluppo di competenze e nella riqualificazione professionale delle persone.

A livello di tutele si ampliano quelle nei confronti di chi si deve assentare per curare gravi patologie che richiedono terapie salvavita, si estende la copertura assicurativa ai dipendenti che coprano posizioni di lavoro che richiedono l’assunzione di responsabilità diretta verso l’esterno e si introducono misure volte a consentire alle persone di vivere in modo equilibrato la propria identità di genere.

Dal punto di vista più prettamente economico a ciascun dipendente verrà riconosciuto un incremento stipendiale pari a circa 105 euro medi per 13 mensilità oltre agli arretrati che, per il periodo 2019-2021, sono mediamente pari a circa 1.800 euro lordi. Risorse che, una volta “in tasca” ai dipendenti, saranno, probabilmente, importanti anche per far ripartire un po’ la domanda interna in un periodo tuttora critico per la nostra economia che soffre ancora per gli effetti del Covid-19 e della guerra in Ucraina.

La speranza, inoltre, è che alcune innovazioni immaginate per valorizzare le competenze interne e, più in generale, il capitale umano presente nelle nostre pubbliche amministrazioni ottengano i risultati auspicati. La ripresa e il rilancio del Paese passano, infatti, anche da uno Stato maggiormente competente ed efficace.

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